Rifiuti, alla fine dovrà decidere la Regione

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Siamo alla resa dei conti, oppure ancora alle schermaglie iniziali sul destino della futura megadiscarica dei rifiuti romani che dovrà sostituire Malagrotta? Se l'ipotesi del 'buco' protetto in area militare ad Allumiere rimane ben ferma nelle strategie di Alemanno e Panzironi, nonostante il secco no della presidente Renanta Polverini, riciccia ancora l'ipotesi di Riano a nord di Roma sulla Flaminia, dove son presenti numerose cave. Ma le popolazioni locali sentono già puzza di bruciato e la sinistra ecologista comincia ad alzare barricate. Così  IdV, Sel e FdS di Riano  hanno scritto ieri a Renata Polverini definendo tale scelta  una sciagura, dal momento che quel Comune ha già tanti problemi irrisolti dal punto di vista ambientale e sanitario ».

Conclusione: «aggiungerne un altro, e di tali dimensioni, sarebbe una scelta irresponsabile. Significherebbe scaricare su un territorio già penalizzato e in sofferenza, martoriato dal punto di vista edilizio e mortificato dalle inchieste sui rifiuti tossici e dell'abusivismo un peso insopportabile». In effetti non molto tempo fa da una delle cave presenti su territorio furono estratti fusti metallici di dubbia origine, fatto in sé non straordinario solo a paragone delle centinaia di fusti di materiali tossici ancora sotterrati nelle aree adiacenti alla SNIA di Colleferro. Ma non sono certo le proporzioni che contano; conta, piccolo o grande che sia, l'uso criminale del territorio. Nessuno quindi vuole la discarica a casa propria e di certo resta il fatto che il 31 gennaio scorso la presidente della Regione ha prorogato l'attività di Malagrotta. Astutamente, Gianni Alemanno che probabilmente aveva già sottoscritto o stava per sottoscrivere il misterioso protocollo con il Ministro della Difesa la Russa sull'allocazione di una discarica in zona militare di Allumiere,  aveva  inviato a fine anno una lettera ufficiale a Renata Polverini nella quale si affermava a chiare lettere che «a Roma non c’è un sito in cui realizzare un nuovo impianto per i rifiuti che consenta di chiudere la discarica di Malagrotta».

Insomma, allo stato dei fatti la decisione finale spetta alla presidente, la quale nel frattempo ha ottenuto da Governo pieni poteri in materia. Intanto nell'ordinanza di Renata Polverini si dà disposizione alla società Giovi srl di avviare, entro sei mesi, il sistema integrato per il trattamento totale dei rifiuti di Roma (sistema di trito-vagliatura e di preselezione e riduzione volumetrica dei rifiuti solidi urbani), al fine di garantire il corretto smaltimento degli stessi. Nelle more dell'attuazione di quanto disposto, l'ordinanza consente il proseguimento dello smaltimento dei rifiuti urbani provenienti dai Comuni di Roma, Ciampino e Fiumicino, negli impianti di Malagrotta, di Rocca Cencia e via Salaria, sempre ovviamente nel rispetto delle quote consentite. Ma questa è solo la la prima proroga che  sarà sicuramente seguita da una seconda di maggiore durata, e probabilmente da una terza e da una quarta, finché non sarà pronta la discarica alternativa, che potrà funzionare, come ammetteva l'ex assessore all'Ambiente Fabio De Lillo, non prima di due anni.

Chi sembra invece aver le idee molto chiare sul sito alternativo a Malagrotta è proprio lo 'storico' proprietario di quella discarica che in una lettera  diretta al sindaco a inizio anno, indicava quale sito alternativo l'ex cava di Monti dell'Ortaccio, 300 ettari di terreno agricolo che negli anni passati il suo Gruppo ha acquisito «con ingenti investimenti proprio nella prospettiva che un giorno Malagrotta sarebbe stata chiusa….».  E aggiungeva l'avvocato nella lettera: «In  subordine abbiamo progettato alternativamente discariche e impianti accessori sull'ambiente anche di carattere industriale nelle ex cave di Riano», chiarendo che su siti di Monti dell'Ortaccio e di Riano «sono state avviati e sono in corso da tempo le istruttorie a norma di legge.» La soluzione finale quindi, tanto che l'avvocato era convinto che «una volta completato con esito positivo l'iter autorizzativo di detti progetti.» Ovviamente al XV municipio cittadini e comitati si stanno mobilitando per evitare la sciagurata ipotesi con il sostegno dei politici che da destra si sono precipitati in loco numerosi per rassicurare. Ma si sa, delle promesse dei politici è sempre opportuno dubitare.

 

Giuliano Longo