Pedaggi Gra, Castelli ammette: il Governo va avanti

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Il governo intende procedere con un decreto per il pedaggiamento del Gra. È quanto ha affermato il viceministro Roberto Castelli oggi nel suo intervento alla commissione Ambiente della Camera. Le opposizioni hanno obiettato che ieri in aula alla Camera il governo aveva accolto alcuni ordini del giorno al decreto sviluppo che escludevano nuovi pedaggi, ma Castelli ha replicato che i pedaggio sono previsti dalla manovra del 2010, la legge 122, e quindi «prevale la legge sugli ordini del giorno».

«Ieri l'assenso del Governo sulla mozione dell'On. Meta che chiede all'esecutivo di ritirare i pedaggi sul Grande Raccordo Anulare, oggi sempre il Governo, per bocca del viceministro Castelli, cambia idea e ci informa che si andrà avanti su questo ingiusto balzello che colpisce lavoratori, pendolari e studenti» è stato il commento amaro del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che ha proseguito: «Mi pare ovvio che nell'esecutivo di destra targato Bossi-Berlusconi regni il caos assoluto. A questo punto ribadiamo nuovamente che, se sarà presentato il Decreto che mette i pedaggi sul Gra e sulla Roma-Fiumicino, noi ricorreremo per l'ennesima volta al Tar. Abbiamo vinto la scorsa estate e siamo sicuri che avremo successo anche questa volta. Non possiamo accettare che il Governo Bossi-Berlusconi metta nuovamente le mani in tasca ai cittadini del territorio di Roma, già tra i più tartassati a livello nazionale». 

Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, le risorse necessarie all'Anas per la manutenzione si possono trovare in modi diversi che non impattino sui pendolari non solo di Roma. «Tutte le minacce di Castelli – ha spiegato Alemanno – non ci fanno paura e vengono rimandate al mittente».

Duro il commento della governatrice, Renata Polverini: «La Regione Lazio ha già sostenuto il primo ricorso presentato dalla Provincia di Roma e siamo pronti a condividere ulteriori iniziative contro un provvedimento iniquo su cui le forze politiche in Parlamento hanno espresso contrarietà e contro il quale le istituzioni locali da subito si sono mobilitate nell'interesse comune di tutelare i cittadini di Roma e del Lazio».