Ancora Roma violenta: ucciso figlio di un boss della banda della Magliana

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Si chiama Flavio Simmi, il romano 33enne ucciso questa mattina nel quartiere Prati verso le 8.30 mentre  era in auto con la moglie in via Grazioli Lante.  Secondo quanto raccontano alcuni testimoni, gli sono stati sparati diversi colpi di pistola da due uomini a bordo di una moto e sembra che Simmi avesse con sè una valigetta. la vittima è stata trovata a bordo di una Ford Ka grigia con lo sportello aperto riversa a terra. Sul posto sono in corso i rilievi della polizia scientifica.

L’uomo era figlio di un gioielliere coinvolto nel 1993 nell'ambito dell'operazione “Colosseo” contro la banda della Magliana e alcuni mesi fa era già stato vittima di un agguato in stile malavitoso in piazza del Monte di Pietà, vicino Campo Dè Fiori. Lo scorso 7 febbraio la vittima era stata ferita alle gambe a colpi di pistola da due uomini che erano poi fuggiti in sella a una moto, davanti all'oreficeria, di cui il padre della vittima è titolare. Simmi era stato raggiunto da due degli otto proiettili calibro 22 che allora erano stati esplosi.

«L'ennesimo omicidio avvenuto a Roma in pieno giorno e in pieno centro – dichiara in una nota Marco Miccoli, segretario del Pd Roma – è l'ennesima dimostrazione dell'insicurezza e della violenza presenti in città. Nella Roma di Alemanno, nonostante le promesse fatte in campagna elettorale, ogni giorno si registra un episodio di inaudita ferocia, come non succedeva da decenni. Chiediamo quindi al Ministro Maroni di intervenire al più presto prima che la situazione sfugga ad ogni controllo».

L’allarme arriva anche dalle altre forze politiche con il consigliere comunale Pdl Samuele Piccolo che sottolinea come questo omicidio «rischia di trasformare Prati in una nuova Scampia». «L'assassinio di Simmi – continua Piccolo avvenuto nel cuore del quartiere Prati-Della Vittoria dimostra che la zona è ormai terra di esecuzioni malavitose. Un omicidio efferato, violento, avvenuto in pieno giorno e a pochi metri dal Vaticano e che fa seguito all'analogo regolamento di conti avvenuto lo scorso aprile in piazza Mazzini quando venne ucciso davanti a decine di persone l'imprenditore Roberto Ceccarelli».