Ex Velodromo, è scontro sul progetto

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Nel luglio 2008 l’associazione temporanea d’imprese (Ati) con capogruppo mandataria la Teching Srl aveva vinto la gara per la realizzazione della “Città dell’acqua e del Benessere” al posto dell’ex velodromo dell’Eur. Tutto fermo, però, dopo il ricorso al Tar Lazio dell’architetto Salvatore Re, che con la società Leonardo Srl a capo di un’Ati, era stato escluso dalla gara. A dicembre 2008 l’ex ad di Eur Spa, Paolo Cuccia, si diceva fiducioso che «entro il 2009 sarà indetta la gara per realizzare la Città dell’acqua e del Benessere». Ma a marzo 2009, nel giorno della sentenza del Tar che poi inficiò la gara, il Velodromo venne fatto saltare in aria dagli artificieri per ordine di Eur Spa «con diffusione di fibre d’amianto nell’aria per tutta la zona», precisano i cittadini. “La goccia”, com’era stata subito soprannominata, avrebbe avuto la stessa configurazione del velodromo: un complesso polifunzionale, scuola media, asilo nido, centro di riabilitazione motoria e centro anziani. Tutto corredato da una pista ciclabile che si andava a collegare con quella della Magliana.

Poi arrivò il tempo di Alemanno al Campidoglio e con il rinnovo del Cda di Eur Spa, la società passò nelle mani di “Tremonti” al 90% e di “Alemanno” al 10%. Una Spa che, di fatto, si sostituisce al XII municipio nella gestione del quartiere e che è capofila di una serie di società in cui le partecipazioni finanziarie incrociano anche gli interessi di Ama, Acea. Con l’arrivo di Pierluigi Borghini alla presidenza, ma ancor meglio, dell’amico del sindaco, Riccardo Mancini come ad, fu rimesso tutto in discussione, facendo arrabbiare non poco i residenti. Nel nuovo accordo non si parla più né di Città dell’Acqua, né di Giardini temporanei, ma di un progetto che dovrebbe riguardare quattro palazzine. Una superficie di 10mila mq che secondo i comitati dovrebbero andare a servizi pubblici per il quartiere, da decidere con i cittadini e le realtà associative della zona, «come scuola media e biblioteca, per cominciare», dicono. Nella querelle a fianco dei cittadini, è entrato con i “piedi nel piatto” il Partito Democratico romano, che in un sit-in lì vicino ha dimostrato l’avversione al progetto di Mancini. Insieme al segretario Marco Miccoli, il coordinatore e il consigliere Pd del XII Municipio Andrea Santoro, il consigliere regionale Enzo Foschi, i consiglieri  comunali Paolo Masini e Massimiliano Valeriani, hanno annunciato che promuoveranno una petizione tra i cittadini, per chiedere l'annullamento del progetto e promuovere nuovi interventi su quell'area. 

 Maurizio Ceccaioni