Lazio, un cittadino su tre va dal privato

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Un cittadino del Lazio su tre si rivolge alla sanità privata. A suggerirlo, in quasi la metà dei casi è lo stesso medico curante. Nel 14,8% dei casi si tratta di una scelta «obbligata» per mancanza di alternativa nelle strutture pubbliche; nel 55,9 invece è stata libera. E’ quanto emerge dal report “Qualità e sostenibilità economica della sanità del Lazio” pubblicato dall’Eures e presentato ieri mattina in un convegno a cui ha preso parte anche il vicepresidente della Regione, Luciano Ciocchetti. A rivolgersi a una struttura pubblica in regime ordinario è stato, secondo l’Eures, il 54,2% degli intervistati; il 12,7% ha usufruito dell’intramoenia e il 33,1% si è rivolto al privato. Per quasi tutti gli intervistati, a determinare la decisione di rivolgersi a una struttura a pagamento sono stati gli «eccessivi tempi di attesa per le prestazioni ordinarie».

Eppure, la tipologia di gestione del sistema sanitario nazionale, auspicata dai cittadini, resta il pubblico: il 60% degli interpellati ha dato la preferenza a un sistema esclusivamente o prevalentemente pubblico; il 29,4% a un sistema misto pubblico-privato; l’11,2% a un sistema prevalentemente o esclusivamente privato. Sempre secondo il rapporot Eures, sei cittadini su dieci si dichiarano insoddisfatti del servizio prestato negli ospedali del Lazio: il 51,4% dei cittadini «giudica peggiorata nell’ultimo triennio la qualità dei servizi ospedalieri (il 40,5% la giudica stabile e soltanto l’8,1% migliorata)». Le maggiori criticità identificate sono «ticket (62,8% di insoddisfatti) e tempi d’attesa (75,5% di insoddisfatti)», mentre resta positivo il giudizio sul personale medico (60,3% di soddisfatti). Si sono detti soddisfatti dei medici di base tre cittadini su quattro.

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