Tar annulla la Giunta, Alemanno sotto schiaffo. Rosella Sensi Assessore

0
21

La Giunta comunale di Roma è annullata perché non rispetta le “quote rosa” previste dallo Statuto. La decisione è stata presa dai giudici della II sezione del Tar del Lazio che hanno accolto i ricorsi proposti dai Verdi di Bonelli, dalle consigliere comunali di Roma di Pd e Sel Monica Cirinnà e Maria Gemma Azuni, e dalle consigliere di Parità della Provincia di Roma e della Regione Lazio, Francesca Bagni e Alida Castelli. Entro 45 giorni saranno pubbliche le motivazioni della decisione.

Intanto si parla delle nuove nomine, con Alemanno che annuncia l’entrata in Giunta di Rosella Sensi spiegando che l'ex presidente di As Roma avrà delega alla promozione olimpica, all'immagine della città e ai grandi eventi, dallo sport al turismo al cultura.  «La delega assegnata a Rosella Sensi non sostituisce il Turismo e non sostituisce lo Sport o la Cultura – ha detto il Sindaco durante una conferenza – è una delega trasversale che deve interlocuire con tutti gli assessorati per promuovere l'immagine di Roma sia in chiave di candidatura olimpica che in chiave di sviluppo per la città. Non c'è nessuna delega che viene soppressa, quella della Sensi è un assessorato trasversale senza deleghe specifiche. Visto che gli assessorati possono essere solo 12 e visto che quello assegnato alla Sensi non sostituirà una delega esistente gli assessorati saranno complessivamente ridisegnati per essere mantenuti nell'attuale numero. L'uscita di scena di un uomo è comunque data per certa. Non si esclude che, in fase di rimpasto, le donne nominate possano essere più di una.

«Ho voluto raccogliere il testimone che mi è stato lasciato da mio padre per la città di Roma». Queste le prime parole pronunciate da Rosella Sensi dopo l'annuncio del suo ingresso nella prossima giunta Alemanno annunciata dal primo cittadino. «Voglio ringraziare Alemanno -ha detto la Sensi- da parte di mio padre e della mia famiglia c'è sempre stato un grande amore per la città di Roma legato alla società calcistica ma anche al desiderio di far conoscere Roma nel mondo».

Subito all’attacco l’opposizione. «Il Tar sulle quote rosa ha dato un altro schiaffo ad Alemanno – dichiara in una nota Marco Miccoli, segretario del Pd Roma – che fa l'ennesima figuraccia di questi suoi tre anni di disastri. Vale la pena ricordare i numeri del fallimento di Alemanno: tre rimpasti di giunta, tre assessori al bilancio sostituiti, quattro capi di gabinetto mandati via, due vicecapi di gabinetto che sono fuggiti. Stessa sorte anche per due direttori esecutivi del Campidoglio. E poi tre presidenti e tre amministratori delegati di Atac sostituiti, al pari di tre amministratori e tre presidenti della società Risorse per Roma. Il tutto condito dai quattromila assunti – senza concorso e a tempo indeterminato – nelle aziende comunali nel vergognoso scandalo Parentopoli. Roma sta pagando l'inettitudine di questo sindaco, il peggiore che la città abbia mai avuto. Ora speriamo che Alemanno, nella nuova giunta, abbandoni la ricerca del vip per rilanciare la sua immagine devastata e si concentri sui veri problemi della città».