Tensioni superate, Roma formalizza la candidatura

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L'Assemblea capitolina ha formalizzato ieri la candidatura di Roma Capitale alle Olimpiadi 2020. «Un atto non solo formale ma di sostanza perché segna un punto di non ritorno», ha detto il sindaco Alemanno, precisando che «la candidatura di Roma non è un sogno ma qualcosa alla portata, che gode di un consenso che aumenta le possibilità. Un obiettivo che potrebbe portare alla città 3 milioni di turisti in più e investimenti per 109mila posti di lavoro». Appello all'unità quindi da parte del sindaco, del consigliere Francesco Rutelli, primo firmatario della delibera e degli altri membri del comitato promotore presenti per l'occasione: Mario Pescante, Gianni Petrucci e Andrea Mondello, (il presidente Gianni Letta non era invece presente per impegni di governo). Quell'unità necessaria «nei momenti fondamentali» e le Olimpiadi sono uno di questi. Ma nonostante i continui riferimenti alla storia e ai valori della nazione, quel clima di solennità che si vorrebbe creare non decolla e l'unità resta costruita a tavolino.

La delibera, frutto di una nottata di tensione, è stata alla fine approvata unitariamente: 51 voti a favore, due contrari (Gemma Azuni, Gruppo misto e Andrea Alzetta, Action Per Roma) e l’astensione de La Destra di Storace. Voto unitario ma non unanime, come l'importanza del tema avrebbe richiesto. Un risultato che però ripara in parte le divisioni che si erano prospettate il giorno prima, per il voto favorevole dell'Udc, che per bocca del capogruppo Onorato aveva annunciato il ritiro della firma dalla delibera. Alla base della retromarcia dei centristi, come Cinque aveva anticipato ieri, la presenza all'interno del Cda del Comitato del vicepresidente della Regione Lazio Luciano Ciocchetti, ipotesi contro la quale il Pd si sarebbe messo di traverso. Proprio su questo punto il consigliere regionale piddino Foschi aveva già parlato di scambio: «Ciocchetti si pone di traverso sull'ipotesi di un futuro accordo con il Pd per le prossime amministrative e in cambio c'è il posto nel Cda». Il tema ha continuato a infuocare anche la seduta di ieri per la contrarietà di Storace che ha parlato di «lottizzazione e mancanza di stile» e che in un emendamento, poi bocciato, aveva proposto di eliminare il riferimento esplicito al vicepresidente della Regione. Ma nonostante tutto alla fine anche Storace vota a favore: «Per gli appelli all'unità di Pescante – spiega – e perché siamo romani. Comunque la nostra contrarietà l'abbiamo marcata fortemente in Aula».

Voti contrari del consigliere Andrea Alzetta, che chiede un maggiore investimento per il sociale, e di Gemma Azuni, che come vice presidente della Commissione Elette vuole maggiore rappresentanza di genere negli organi per le Olimpiadi, nonostante l'approvazione di un odg con il quale si chiede l'adeguamento delle quote rosa all'interno del comitato promotore. Soddisfazione viene invece espressa dal Pd per l'approvazione dell'emendamento presentato dal consigliere Paolo Masini che istituisce un Osservatorio per la trasparenza e la legalità negli ambiti della candidatura olimpica di Roma 2020. «Il Pd nell'interesse della città e del Paese farà come sempre la sua parte, sostenendo una competizione difficile», commenta il capogruppo dei democratici Umberto Marroni. «L'investimento previsto per le Olimpiadi è di 12,3 miliardi di euro, quello pubblico potrebbe non andare oltre i 4 miliardi – ha detto Alemanno -. Il conto delle entrate e delle uscite e dimostrerà che sarà un investimento del paese, il ritorno in margine di Pil sarà alto e nessuno potrà dire che è un regalo fatto a Roma. Perciò confido nel voto favorevole in Parlamento – ha concluso – anche da parte della Lega, alla luce del fatto che quando abbiamo fatto un passo indietro sulla formula uno abbiamo chiesto e ottenuto un appoggio alle Olimpiadi».

Francesca D’Amico