Fiat: Iribus, presidio davanti ministero dello Sviluppo economico

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Al grido di “O piano o dimissioni” centinaia di lavoratori dell'Irisbus Iveco (Fiat Industrial) stanno manifestando da questa mattina sotto il ministero dello Sviluppo economico contro la possibile chiusura dello stabilimento di Valle Ufita, l'unico in Italia a produrre autobus. A rischio, quasi 700 posti che, con l'indotto, salgono a circa duemila.

Insieme ai lavoratori, giunti con 11 pullman a Roma da Grotta Minarda insieme ad alcuni sindaci della zona di Avellino, stanno presidiando il ministero anche Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Rifondazione comunista-Fds.

«Fino ad ottobre, in fabbrica eravamo oltre mille lavoratori – racconta Pasquale Abbondandolo, uno dei manifestanti – io lavoro nello stabilimento di Valle Ufita da 32 anni e ora il personale è stato ridotto a 700 persone, tutti gli altri sono in mobilità. La Fiat ha ceduto il sito produttivo ad un piccolo gruppo di cui non sappiamo niente e temiamo i licenziamenti».

Duro il commento del segretario di Rifondazione comunista-Fds, Paolo Ferrero: «È raccappricciante che Fiat, dopo essersi presa miliardi dallo Stato, scarichi i lavoratori in modo completamente irresponsabile. È fuori dalla Costituzione italiana. La Fiat deve metterci la faccia e il governo deve obbligarla a mettercela».