Pedaggi, Meta (Pd): servono solo per fare cassa, basta prendere in giro i cittadini

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E' proprio inflessibile il ministro Matteoli nell'affermare«il Parlamento ha votato una legge, fino a che è in vigore abbiamo l'obbligo di rispettarla». Ovviamente  il ministro delle Infrastrutture fa riferimento anche all'introduzione  del pedaggio su strade come il Gra e la Roma-Fiumicino. «A seconda del tipo di strada che di volta in volta ci troviamo davanti – dice – dovremmo fare delle valutazioni per individuare delle agevolazioni per chi le utilizza quotidianamente. Dobbiamo anche porci il problema dove le strade sono l'unica infrastruttura di trasporto nella zona».  Meno male che, bontà sua, il governo sta studiando forme di agevolazione per i pendolari che percorreranno i tratti autostradali sui quali verranno introdotti i nuovi pedaggi. E a chi gli chiedeva i tempi per il varo del decreto che indicherà le tratte autostradali dell'Anas  pedaggiate (sic), ha risposto «stiamo lavorando, è un lavoro molto complesso».

Apriti cielo, che l'opposizione si scatena contro una misura sicuramente impopolare soprattutto a Roma e provincia. Il deputato  del Pd in commissione Trasporti alla Camera, Michele Meta, è convinto ad esempio che il ministro sbagli  a considerare irrinunciabili i nuovi pedaggi sul Gra di Roma e su altri 1300 chilometri di autostrade e raccordi Anas. Infatti se si fa riferimento alle leggi approvate in Parlamento  bisogna considerare anche  l'ordine del giorno del PD approvato il mese scorso alla Camera. Questo chiedeva  al Governo di rinunciare ai nuovi pedaggi Anas e di destinare alla manutenzione e messa in sicurezza delle arterie stradali i proventi delle multe da limiti di velocità. Mentre invece questi soldi verranno  utilizzati dallo Stato per ripianare i suoi debiti. Una gigantesca montatura «sulla quale la Lega ha ricamato una presunta arretratezza dei romani piuttosto che teorie strampalate secondo le quali chi usa un’infrastruttura deve pagarla. I nuovi pedaggi non servono, quindi, né ai cittadini né all’Anas ma consentono esclusivamente al Governo di fare cassa».

Il vice presidente del Consiglio Regionale Bruno Astorre interviene sui fatti (meglio dire. i pedaggi) di casa nostra e osservache la legge è legge, ma non è Vangelo. Anzi, deve essere modificata soprattutto per quanto riguarda il pedaggio sul Gra e sulla Roma-Fiumicino, due strade metropolitane percorse ogni giorno da decine di migliaia di persone, che transitano tra la Capitale e l'hinterland «non per hobby o turismo ma principalmente per lavoro o per studio.» È inutile nascondersi, prosegue Astorre, che il  pedaggio sul Gra e sulla Roma-Fiumicino è una vera e propria tassa per tutti i romani e i pendolari, alla quale oltre tutto non corrisponde una miglioria di servizi nelle due maggiori arterie che servono la Capitale. «E l'ora, una volta per tutte, che il sindaco di Roma ponga un argine all'azione della sua maggioranza, quella che governa il Paese, evitando che Gra e Roma-Fiumicino siano soggette a pedaggio» conclude il vice presidente.

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