Parentopoli? Mancini smentisce

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In Eur spa non ci sono e non esistono chiamate dirette. Secca la smentita dell'amministratore di Eur spa Riccardo Mancini all'articolo apparso ieri sull'edizione romana del Corriere della Sera, che adombrava una nuova parentopoli per la società al 90% del Ministero del Tesoro e al 10% del Comune di Roma. Dopo aver definito una buffonata l'articolo contestato, Mancini, ad di Eur spa, durante la conferenza stampa immediatamente convocata, ha detto che Roberta Lubich, ex moglie di Casini, ha risposto ad una richiesta della società presentando il curriculum assieme ad altri 25 e venne scelta per le sue qualità professionali. Lo stesso discorso vale per Malucchi «fra l'altro assunto da Cuccia e non da me e persona assolutamente qualificata». Ma tutte le 31 persone di cui si parla nell'articolo, prosegue Mancini, sono state prese perché «abbiamo in costruzione il nuovo centro congressi».

All'inizio, ha aggiunto, «l'organizzazione di tutto era stata affidata ad uno società privata che chiedeva 6.5 milioni di euro. Io ho pensato che le stesse funzioni potessero essere tranquillamente svolte da nostro personale con un costo di 1.2 milioni e un risparmio notevole». In una successiva nota Eur spa ha fatto sapere che «con riferimento alle procedure di assunzione del personale dipendente, la società, in adempimento a quanto prescritto dal comma 2 dell'articolo 18 della legge n.133 del 6 agosto 2008, ha approvato un documento nel quale sono state stabilite le procedure societarie per l'assunzione del personale nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità previsti dalla normativa vigente». Per quanto concerne, invece, l'assunzione del dottor Plinio Malucchi, dirigente commerciale di Eur Congressi Roma S.r.l. e dell'avvocato Donata Nuzzo, dirigente del personale di Eur S.p.A, citati nell'articolo «queste stesse sono riconducibili, alla precedente Amministrazione», anche se non si spiega la folgorante carriera della Nuzzo, che nel 2008 era segretaria che del circolo nomentano di Alleanza nazionale e oggi è dirigente capo del personale. Nè si accenna alle precedenti assunzioni del tabaccaio di viale Europa Carlo Pucci, amico personale dell'amministratore delegato Riccardo Mancini o di Dario Panzironi, figlio dell'ex ad dell'Ama. Altrettanto secca, e questa volta incontrovertibile, la smentita di Giancarlo Cremonesi, presidente di Acea e Camera di Commercio di Roma, tirato in ballo dal Corriere per la presunta assunzione del figlio.

«Ribadisco con forza, ha dichiarato, che nessun mio parente è mai stato assunto all'Eur spa. Il Cremonesi di cui parla il Corriere della Sera ha la sola colpa di avere il mio stesso cognome, ma io che ci posso fare? Allora tutti i Cremonesi d'Italia non dovrebbero avere un lavoro solo perchè hanno il mio stesso cognome». Da destra intanto si leva un coro unanime contro la "macchina del fango" messa ormai in moto dai giornali e dall'opposizione, anche se per Mancini le cose sono chiare: «Io sono stato nominato da Alemanno, sono una persona vicina al sindaco, ma basta con le speculazioni politiche». Hai detto poco….