Stavolta è vero, Malagrotta chiude

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A meno di clamorose proroghe che violerebbero le leggi italiane ed europee, Malagrotta chiuderà entro il 31 dicembre prossimo. Il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, neo commissario per la discarica della Valle Galeria si affanna a trovare una soluzione, non senza difficoltà. «Malagrotta esiste da quarant'anni –ha detto ai cronisti in cerca di notizie – volete che risolva i problemi in due giorni?». Il problema non è semplice, si tratta di identificare un luogo alternativo alla discarica più grande d’Europa in cui verranno sversati i rifiuti romani. Ma questo luogo, per ora, non c’è.

La Regione Lazio sembra aver identificato come sito idoneo per la nuova discarica Pizzo del Prete che però costituisce un’area di pregio ambientale e archeologico nel comune di Fiumicino e a pochi chilometri dall’ospedale Bambin Gesù di Palidoro. A complicare questa scelta, ora c’è anche la situazione politica locale, mutata in maniera considerevole. Il sindaco Canapini si è dimesso l’altro ieri e il nuovo primo cittadino difficilmente sarà così accondiscendente alle indicazioni della coppia Polverini-Alemanno. Nel frattempo serve una soluzione transitoria, un luogo in cui l’immondizia romana troverà la sua sede. Ma i cittadini non si fidano visto che anche Malagrotta doveva essere una soluzione temporanea che, di proroga in proroga, è rimasta in vigore per decenni. Le ipotesi che circolano, Monti dell'Ortaccio o Testa di Cane a due passi da Malagrotta, e Pian dell'Olmo a Riano hanno portato ieri in Consiglio regionale la protesta di centinaia di cittadini e decine di associazioni che vedono a rischio il futuro del loro territorio. Si sono presentati all’ingresso del Consiglio regionale esponendo striscioni con scritto “La terra e l'aria sono la nostra vita”, “Sì differenziata" e poi "Bruciate il piano rifiuti e niente altro”, “Passoscuro resiste" e "In nome del popolo inquinato: mai più Malagrotta". Sono arrivati da Riano, Torrimpietra, Tragliatella, Albano, I Terzi.

«Siamo qui per protestare contro le scelte scellerate della Regione sulle politiche dei rifiuti – dice Maria del Comitato Rifiuti Zero di Tragliatella – bisogna uscire dalla logica del tal quale e iniziare una raccolta differenziata che raggiunga percentuali degne di un Paese civile. Siamo preoccupati per i nostri figli e per l’impatto che una discarica modello Malagrotta – conclude Maria – avrebbe sul nostro territorio». Difficile darle torto. Il dossier dell’Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, vigilato dal ministero dell'Ambiente e diffuso solo pochi giorni fa, ha confermato la grave compromissione ambientale della Valle Galeria. Nel rapporto si parla di falde inquinate dalla presenza di metalli, arsenico e ferro e terreno contaminato dal mercurio insieme a una pericolosa sostanza cancerogena: l'N-butylbenzenesulfonamide. 

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