Roma fa paura: pericolo mafia

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ll primo rapporto sulla criminalità nel Lazio è stato presentato ieri dalla presidente della Regione, Renata Polverini, dall'assessore regionale alle Politiche per la Sicurezza Cangemi e dal presidente dell'Osservatorio regionale per la legalità, Vitarelli.  L'analisi ha calcolato il tasso di criminalità dei singoli Comuni dividendo il territorio in sei classi di rischio. Il quoziente è il frutto del rapporto tra il numero dei delitti e l'ammontare della popolazione media degli abitanti e consente  di rilevare il numero di reati commessi ogni 10mila abitanti.

Tra i Comuni in «classe 6» ci sono Roma (con un tasso di 719), Fiumicino (con 1118, numero giustificabile, dice Vitarelli, dalla presenza dell'aeroporto Leonardo Da Vinci), Ardea (607), Pomezia (610), Latina (626), Montalto Di Castro (508), Tarquinia (545), Anzio (&00), Sabaudia (584), Sperlonga, San Felice Circeo, Cassino (533) e Orte (647). Sorprende il dato di Saracinesco situato al limite estremo dei monti Lucretii: il Comune ha 165 abitanti e un tasso di criminalità di 605. L'ammontare dei reati denunciati ogni anno nelle singole province del Lazio si attesta attorno a valori che non denotano particolari fluttuazioni nell'ultimo quinquennio, fatto salvo il caso della provincia di Roma dove c'è, dal 2006 al 2010, «un rilevante calo (di circa il 14%) degli atti criminosi» che mostrano «tuttavia un recupero nell'ultimo anno, complice la crisi economica che alimenta tensioni che sfociano in gravi episodi di violenza.» Degno di nota è inoltre l'incremento delle denunce di reato nella Provincia di Latina» che rispetto al 2006, nel 2010 ha avuto un aumento del 10%.

Per i delitti contro la persona c'è nel Lazio un calo degli omicidi volontari: dal 2006 al 2010 si passa da 0,09 omicidi per 10mila abitanti allo 0,06. Un dato che comunque sarà nel 2011 diverso visto che da gennaio a giugno del 2011 ci sono stati 20 omicidi soprattutto a Roma. Nel Lazio sono in «progressivo lieve aumento» reati come lesioni dolose, percosse, ingiurie e minacce, mentre più marcato risulta l'incremento delle denunce per violenza sessuale (0,83 casi ogni 10mila abitanti nell'ultimo anno, a fronte dello 0,67 nel 2006). In calo nel Lazio le denunce per traffico di sostanze stupefacenti (nel 2010 c'è stata una diminuzione del 51% del quantitativo di droga sequestrata rispetto al 2009). Resta elevato per le organizzazioni mafiose il rischio infiltrazione nel Lazio, e soprattutto a Roma, in particolare nel settore dell'edilizia, delle società finanziarie, del commercio, della ristorazione, dell'abbigliamento, dello smaltimento dei rifiuti e delle concessionarie d'auto. 

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