Edilizia, col nuovo Prg prezzi alle stelle

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Nonostante la crisi dell’edilizia, i prezzi delle case rimangono elevati ed impossibili da sostenere per le numerose famiglie alla ricerca di un tetto. Il motivo di tutto ciò è semplice: il Nuovo Piano Regolatore di Roma ha previsto su un totale di 70 milioni di metri cubi di nuove costruzioni solo 70.000 per l’edilizia popolare. La legge ne prevedeva tra il 40 e 70%, ma ne hanno fatte meno dell’1% contro il 99% dato ai privati che in questo modo possono continuare a fare il buon e cattivo tempo, detenendo il monopolio dei prezzi.

Così, mentre il Piano “Regalatore” consente ai “palazzinari” di ottenere guadagni stratosferici, in realtà si costruiscono veri e propri loculi in quartieri dormitorio senza servizi e viabilità. Nessuno, Comune in testa, spiega ai cittadini che nelle Zone di Edilizia  Popolare imprese cooperative ed enti vari sono obbligati a rispettare i prezzi massimi di cessione o locazione stabiliti nelle convenzioni con il Comune. I prezzi sono vincolanti anche per gli aventi causa successivi dal costruttore per tutta la durata della convenzione (99 anni rinnovabili). Una recente sentenza della Cassazione ha ribadito questo vincolo. Il Comune però non controlla e non applica le pesantissime sanzioni previste dalla legge riportate nella convenzione (revoca della concessione del diritto di superficie o di proprietà superficiaria).

Nessun controllo anche dal parte dello Stato o della Regione che erogano i finanziamenti tramite le banche (sempre le stesse), le quali poi in caso di fallimento delle imprese o cooperative vanno a pignorare gli immobili dei poveri acquirenti che, truffati sui prezzi di cessione con migliorie, provvigioni e altri trucchi illeciti, si vedono pignorare una casa già pagata fino a tre o quattro volte quello massimo previsto. Comune e Regione, nonostante le diffide degli avvocati degli utenti, non intervengono e omettono i dovuti atti di ufficio, favorendo i truffatori e consentendo che le oneste famiglie rischino di perdere casa dopo averla strapagata. Ecco come la politica si occupa del popolo. E allora gli utenti più che elemosinare “accordi sindacali” stipulati in violazione della legge sull’edilizia popolare devono denunciare alla Procura e chiedere il risarcimento danni agli autori e ai complici di tali vergognose speculazioni perpetrate ai danni delle famiglie. Eppure il sindaco Alemanno nel 2008 delineava con la delibera del 5 giugno le sue linee programmatiche a tutela dell'edilizia pubblica…pensate un pò!   

P.S: Riferimento normativo di legge (divieto di superare i prezzi di cessione): «Ogni pattuizione stipulata in violazione dei prezzi massimi di cessione o dei canoni di locazione è nulla per la parte eccedente» (art.8 Legge 10/77; art.18 DPR 380 /2001). 

 Silvio Talarico