Ricorso della Cmb, appalto congelato

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Il ricorso lo aveva preannunciato qualche settimana fa il nostro quotidiano e ieri il Tar è intervenuto posticipando la decisione  nel merito al 23 novembre. Parliamo del ricorso con cui si chiede di annullare il provvedimento di aggiudicazione della gara d'appalto per il prolungamento della metro B a Casal Monastero, ricorso presentato dalla Cmb (Cooperativa Muratori e Braccianti di Carpi), contro il gruppo Vianini Lavori, Salini Costruttori e Ansaldo Sts. Oltre il rinvio c'è di più perché Roma metropolitane si è impegnata a congelare la stipulazione del contratto per l'affidamento dell'opera del valore di circa 560 milioni. Vale la pena ripercorrere per sommi capi l'intera vicenda. Il 10 marzo 2010 su disposizione del sindaco, commissario per la Mobilità, la società appaltante Roma Metropolitane pubblicava il bando di gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione del prolungamento della tratta.

Il bando prevede anche  la successiva gestione degli impianti, del servizio di stazione nonchè delle aree e degli impianti destinati all'interscambio dei flussi passeggeri. Sotto il profilo finanziario si prevedeva un contributo in conto impianti che sarebbe stato coperto dal trasferimento di alcune aree stimato in 255 milioni di euro, mentre il Comune avrebbe dovuto sborsare di suo 100 milioni. In fase di gestione degli impianti il Comune avrebbe dovuto corrispondere alla società appaltatrice un canone annuo per compensare i costi della gestione dei servizi e un altro canone per rimborsare i fabbisogni finanziari rimasti scoperti. L’appalto viene provvisoriamente affidato alla Salini nel luglio dello scorso anno, mentre il provvedimento di assegnazione definitiva della gara verrà deliberato dall'assemblea capitolina il 5 agosto in seduta notturna con i 21 consiglieri di maggioranza precettati dal segretario del sindaco Antonio Lucarelli per evitare sorprese. Appalto che infine viene confermato da Roma metropolitane il 9 settembre.

Apparentemente tutto regolare se non fosse che già in sede di aggiudicazione provvisoria il gruppo Cmb aveva inoltrato un preavviso successivamente concretizzatosi nell'attuale ricorso al Tar. La Cmb infatti sostiene che  l'offerta Salini risulta non conveniente, inidonea e inappropriata per l'interesse pubblico anche perché mette a disposizione del Comune poche risorse finanziarie facendo aumentare il canone che lo stesso dovrà corrispondere e finisce per esonerare l'aggiudicatario da qualsiasi rischio economico. E sin qui nulla di straordinario, in fondo per ogni gara è logico che il concorrente escluso ricorra se ne ha motivo, ma in questo caso c'è una aggravante. Infatti qualcuno in Comune o a Roma metropolitane deve essersi accorto della originaria disparità delle due offerte, per cui durante il periodo di affidamento provvisorio alla Salini, il Comune e Roma metropolitane chiedevano a quest'ultima di formulare delle integrazioni alla proposta di valorizzazione immobiliare delle aree e al piano economico finanziario per garantire un "maggior favore" al Comune. Anomalia segnalata proprio nel novembre del 2010 da Cinque Giorni. Succede allora che l'11 novembre la Salini porta il pagamento del canone di disponibilità da due a dieci anni, ancorché inferiore ai 15 proposti dalla Cmb. Inoltre si dichiara improvvisamente disponibile a offrire 100 milioni per l'acquisto area di Pietralata, che prima non gli interessava, ma a condizione ovviamente che il Comune ne disponga una variante a uso residenziale. Insomma una radicale riproposizione dell'offerta che finisce per modificare sostanzialmente l'esito di una gara che era stata vinta a condizioni differenti e forse già svantaggiose per Roma metropolitane rispetto a quelle proposte dalla Cmb.

Oggi i contenuti del ricorso creano evidentemente grosse preoccupazioni all’ad di Roma metropolitane Bortoli, che si è visto minacciare dal giudice l’annullamento di tutti gli atti in essere se non avesse congelato il bando. Se poi la sentenza del Tar risultasse favorevole alle cooperative i lavori per il prolungamento sino a Casal Monastero slitteranno alle calende greche, con tanti saluti a una parte importante del progetto di mobilità sotterranea avviato dalle precedenti amministrazioni e che Alemanno stenta a chiudere. 

Giuliano Longo

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