Acqua, manifestanti vestiti da Robin Hood contro Acea

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Erano vestiti da Robin Hood i circa 30 attivisti del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e del Coordinamento romano Acqua pubblica, per chiedere che l’Acea restituisca i 200.000 euro che l’azienda capitolina ha versato al comitato per il no al referendum scorso sull’acqua. Si sono presentati alla sede dell’azienda a piazzale Ostiense con un grande busta da lettere sulla quale era scritto “richiesta di dimissioni per il presidente Giancarlo Cremonesi”.

"Siamo Robin Hood – hanno gridato al megafono – rubiamo ai ricchi per dare ai poveri. Siamo qui per incontrare lo sceriffo di Nottingham-Acea, chiediamo i 200.000 euro che Acea ha versato al comitato per il 'no'", hanno gridato al megafono, ripetendo più volte il coro "Acqua pubblica".

"L'iniziativa di oggi – ha spiegato Giorgia del Coordinamento romano Acqua pubblica – rientra all'interno della campagna che stiamo portando avanti, la 'campagna per l'obbedienza al referendum': i due quesiti che sono stati votati a giugno da 27 milioni di persone sono tuttora disattesi. Con il decreto di Ferragosto e con il maxi-emendamento che stanno preparando adesso rilanciano le privatizzazioni e le liberalizzazioni. Il secondo quesito referendario – ha proseguito Giorgia – parlava dell'abrogazione della remunerazione del capitale investito, un 7% che i privati prestano a garanzia preventiva dei loro investimenti: questo 7%, nonostante sia stato abolito, è tuttora calcolato in bolletta. La campagna dell'obbedienza quindi – che verrà rilanciata alla manifestazione nazionale del prossimo 26 novembre – implica quindi il rigetto dell'attuale bolletta ed un suo ricalcolo; se questo non avverrà – ha concluso – i cittadini intendono fare una sorta di autoriduzione della bolletta. Partiranno degli sportello informativi sui territori e sui municipi per ricalcolare la bolletta e rispettare la volontà referendaria".

Successivamente, si sono recati davanti la sede della Provincia di Roma, in quanto il presidente ricopre la stessa carica anche per Ato2, la società apposita di Acea. Assente Zingaretti per motivi istituzionali, hanno consegnato un’altra mega lettera al capo di gabinetto, Maurizio Venafro.  

Siamo venuti qui – ha detto Simona, del Crap – per consegnare al presidente Zingaretti un sollecito ad eliminare il profitto dalla bolletta dell'acqua, rispettando il secondo quesito referendario, con cui nel giugno scorso i cittadini hanno chiesto che sulla tariffa dell'acqua non ci sia spazio per quel profitto privato garantito per legge che tuttora viene affidato ai gestori. Il servizio idrico – ha aggiunto la rappresentante del Crap – è un servizio, non è un motivo per fare profitto, perciò noi chiediamo che da subito venga eliminata questa quota di profitto e che venga restituito ai cittadini ciò che hanno indebitamente pagato dal 20 luglio in poi".