Alemanno in fuga da giunta rissosa?

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Gianni Alemanno non è mai stanco di fare figuracce e, dopo aver preconizzato domenica scorsa a La7 che il governo Berlusconi non sarebbe caduto,solo avesse seguito il suo consiglio di presentarsi alle camere con poche e sostanziali misure economiche, ancora ieri interveniva sulla situazione politica nazionale dispensando consigli e vaticini dopo l'inaugurazione di una caserma dei carabinieri a Tor Vergata. Così il sindaco di Roma, che contrariamente a quelli delle altre grandi città italiane si impiccia di tutto fuorchè dei problemi marcescenti dellaCapitale, ci dice che il prossimo «deve essere un governo di tecnici». Non pagodi questa illuminante scoperta, prosegue indicando atout le monde la via da seguire. «Ci possono essere una o due presenze politiche come punto di riferimento.Si parla di Gianni Letta, di Giuliano Amato e mi sembrano delle ottime scelte».Evvai, dopo il placet di Alemanno, Napolitano può proseguire per la sua strada.Infine una chicca di saggezza: «La politica però non scompare ma si attesta sul livello di rappresentanza parlamentare». Infatti non ci risulta che al momento si profilino golpe militari o soviet popolari. Poi Alemanno scende dall'empireo delle grandi questioni politiche e,direte voi, si occupa delle questioni locali quindi viabilità, decoro urbano, casse vuote del Comune, indigenza degli strati più deboli, corruzione e clientelismo ecc.Macchè, si occupa delle questioni congressuali del Pdl nostrano, del quale 'n ce pofregà de meno in questa incasinata situazione del Paese. Un partito che si sta avviando a un improbabile congresso dopo aver raccolto centinaia di migliaia di tessere grazie alla mobilitazione di tutti i centri del potere comunale e regionale. Eppure qualcuno ci dice che fra le armate di Napoleone-Alemanno circoli una certa aria di smobilitazione, l'attesa di una resa dei contiche giustifica la messa in sicurezza, almeno nello stipendio, dei fedelissimi del sindaco, ma soprattutto l'accelerata spartizione della torta urbanistica, come dimostrerebbero la valanga di delibere in materia che sommergeranno il Consiglio comunale nei prossimi giorni.In genere governi e amministrazioni locali danno l'ultimo assalto alla diligenza pochi mesi prima delle elezioni, qui pare che si vogliano regolare i conti, sistemare gli uomini e ripulire gli angoletti (si fa per dire)ben prima della naturale scadenza. Ma come al solitosono i capi a trascinare i sottoposti nella debacle. Così circola insistentemente la voce che Gianni intenda mollare prima del 2013 per mete più prestigiose, tant' è che nei corridoi del Campidoglio viaggia la barzelletta di un Alemanno candidato al ministero del Lavoro nel prossimo governo Monti. Ma sequesti sono i sogni, la realtà,come al solito, è molto più banale. Alemanno non è più in grado di gestire una situazione incontrollabile, non solo sul piano dei conti oper la debacle di aziende quali l'Atac, ma per il semplice fatto di non poter più controllare la sua giunta,spartita fra le varie fazionidel Pdl. Da un lato gli exForza Italia Antoniozzi, Bordoni, Corsini e Gasperini già pronti a trasbordare nel campo avverso e che Alemanno proprio non lo filano.Poi Aurigemma di Laboratorio Roma, che è riuscito a guastargli i rapporti conPiso, Cicchitto e Gaparri cheall'assessorato ai Trasporti non ce lo volevano proprio.Mentre Augello controlla Cavallari e la vice Belviso è in rotta con Lucarelli sulla permanenza di Scozzafava a direttore del V dipartimento.E infine l'assessore Ghera,che risponde solo a Rampelli.Fra i pochi fedelissimi, oltr eal suo staff ancora controllato da Lucarelli, può godere della lealtà incondizionata dell'assessore Visconti, DePalo e forse della Sensi, che comunque non può muoversi senza incorrere nei fulminidi Cochi. Al Bilancio, defilatoe sopra le parti, Lamanda.Un quadro desolante, nel quale l'opposizione ha ben poco da dire e da fare tranne che bloccare, se ne è capace,i colpi di coda di chi l'assalto alla diligenza lo vuol fare anzi tempo. Se poi qualcuno intende inchiodare Alemanno sino alla scadenza del 2013, si accollerà il rischio di far perdere il Comune alla destra. La prospettiva della disfatta prossima ventura terrorizza Alemanno, che nei giorni scorsi si è fatto avanti con Alfano, offrendo la sua generosa disponibilità a qualcosa di importante, ma il segretario del Pdl diffida della spregiudicatezza dimostrata dal sindaco, soprattutto nell'attaccare Berlusconi prima della crisi, e pesa i suoi risultati scadenti nell'amministrazione dell aCapitale. Dal che si evince che Alemanno non rappresenta proprio il nuovo che avanza e per di più non può contare su folte truppe par-amentari eccetto il fedelissimo  Biava e la Saltamartini, ultimamente impegnata a dialogare con il formigoniano Lupi. Figuriamoc ipoi se La Russa, Matteoli e Gasparri, con la bava alla bocca per la probabile esclusione dal prossimo governo,sono disposti a lasciare spazio al camerata Gianni. Questi gli amletici tormenti del sindaco che oggi ne incupiscono gli umori, tanto che nemmeno il suo spin doctorLuigi Crespi riesce a farlo sorridere con i suoi trionfali sondaggi..