Atac, stop ai privilegi

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Via tutti i privilegi. La drastica cura  che l’ad di Atac Carlo Tosti sta portando avanti per guarire l’azienda prosegue. Stavolta è il turno di tutti i privilegi concessi nel corso degli anni, spesso su richiesta del mondo politico e sindacale. Quindi via tutto: gli orari fiduciari (tranne che per i quadri), via gli assegni “ad personan” a integrazione dello stipendio, via dagli uffici gli operai e gli autisti “imboscati”.  Lo stop all’orario fiduciario è già cosa fatta. Il 7 novembre, una comunicazione ai dipendenti Tosti ha annunciato che a partire dal 1 dicembre l’orario fiduciario verrà revocato a tutti, tranne che ai quadri. Da quella data i privilegiati che erano esonerati dal timbrare il cartellino dovranno attestare la loro presenza in azienda come i loro colleghi. 

La revoca degli assegni “ad personam” invece rientra nel pacchetto di trattative che sono in corso tra l’azienda e le parti sociali, dopo la revoca da parte di Tosti della lettera che comunicava la rottura unilaterale degli accordi di secondo livello. L’idea però sembra raccogliere il plauso delle organizzazioni sindacali, in particolar modo delle più piccole, che rappresentano quasi esclusivamente categorie escluse dai privilegi, come gli autisti e il personale addetto alla manutenzione. Più complesso da gestire sarà invece il ritorno alle mansioni originarie degli autisti e degli operai, annunciato domenica dall’assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma.  Per chi è stato trasferito a mansioni diverse che si possono ricoprire con lo stesso parametro (ad esempio un operaio passato al magazzino della stessa rimessa) il passaggio sarebbe indolore per l’azienda, e le valutazioni da fare saranno limitate alla funzionalità operativa dell’azienda.

Per chi invece è stato promosso contestualmente al cambio di mansioni o per chi è stato trasferito a ricoprire mansioni superiori a quelle previste dal proprio contratto invece un passo indietro senza l’ok dei sindacati sarebbe molto difficile. E chi era già nelle aziende del Tpl due anni fa ricorda che le  promozioni concesse durante la pace sindacale che ha caratterizzato la fase precedente la fusione tra Atac, Met.Ro e Trambus sono state davvero tante. Secondo indiscrezioni, il costo di quelle promozioni, fatte dai vertici Atac e da quelli del dipartimento Mobilità del Comune, andrebbe a coprire gran parte di quei 30 milioni l’anno per la spesa del personale attribuiti alla cosiddetta Parentopoli. E la conferma viene dal fatto che, a fronte di una diminuzione del personale di 391 risorse nel 2010, il costo dello stesso è diminuito di soli 10,4 milioni.

 Valerio Fiorentino