Ritorna la delibera Cam, ma (forse) è illegittima

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Come l'araba fenice, rispunta, anzi risorge, la delibera CAM, società impegnata nella realizzazione di parcheggi sotterranei, che proprio l'anno scorso venne temporaneamente bloccata anche grazie a un parere dell'Avvocatura del Comune che ne scorgeva alcuni elementi di illegittimità soprattutto in mancanza di un regolare bando di gara. La delibera, che riguarda sempre i mercati di via Chiana, via Antonelli e via Magna Grecia, che dovrebbero venire ristrutturati da quella società contro un numero di alloggi da destinare all'edilizia residenziale pubblica in altre aree, sarebbe passata ieri in giunta. Gli immobili sopraindicati dovrebbero essere demoliti e successivamente trasformati con una diversa destinazione d'uso, sulla base di un progetto che prevede ben sei piani in superficie ed altrettanti sotterranei da adibire a parcheggi. Un affare milionario se si considera l'ubicazione centralissima di quei mercati sui quali la CAM rivendicherebbe una sorta di diritto di primogenitura  conferitogli dalla attuazione del piano dei parcheggi (PUP) del 2006/2007 con le successive variazioni disposte dal sindaco  nella sua qualità di "Commissario delegato per l'attuazione degli interventi per l'emergenza traffico".

Un Piano che riguarda però solo la realizzazione di parcheggi e non altre operazioni immobiliari di abbattimento e ristrutturazione, tanto meno per realizzare abitazioni e negozi.  Inoltre la foglia di fico rappresentata dallo scambio con alloggi in edilizia residenziale pubblica non basterebbe a coprire alcune  anomalie. Intanto perché gli interventi previsti nel progetto sono particolarmente complessi, mentre il mutamento di destinazione d'uso di quegli immobili rappresenterebbe una vera e propria variante urbanistica  da sottoporre preventivamente al vaglio del Consiglio Comunale, ben prima di procedere allo scambio immobiliare con appartamenti siti in altre aree. Mentre ci troviamo di fatto di fronte a una vera e propria variante urbanistica priva dei necessari pareri tecnici. Insomma, una sorta di scambio immobiliare anomalo che troverebbe la sua giustificazione solo nei motivi di pubblica utilità rappresentati dall'emergenza abitativa. Ma anche se ciò fosse possibile  si tratterebbe di un contratto d'appalto soggetto a relativa gara,  il cui corrispettivo sarebbe rappresentato da quei tre immobili. 

Sin qui le anomalie che riguardano le procedure, ma le cose si complicano perché questi immobili nemmeno risultano nel piano di dimissioni del Comune, mentre si tenta di affidare con trattativa diretta alla CAM un intervento che supera di dieci volte quanto previsto dalle leggi della Comunità per indire un bando europeo di gara. Senza contare che questi immobili sono stati costruiti oltre 50 anni fa  e sarebbero intoccabili  senza una procedura di variante urbanistica e senza i pareri di fattibilità rilasciati dagli uffici del Campidoglio.  Se le cose stanno così c'è da chiedersi cosa abbia spinto la giunta ad adottare una delibera che si presterebbe a numerosi ricorsi  e che comporterebbero alla  CAM il vantaggio di ottenere da Comune danni per milioni ove il progetto venga bloccato. La delibera mai approvata dell'anno scorso prevedeva  solo di ampliare  i parcheggi esistenti in via Chiana, via Magna Grecia e via Antonelli realizzando anche un piano interrato per ciascuno di essi, mentre oggi si prefigura ben altro e di ben altre dimensioni. A quel tempo, nella primavera dello scorso anno, non mancarono nemmeno i pareri tecnici discordanti dalla fattibilità dell'opera in via Chiana, via Antonelli e via Magna Grecia perché si riteneva impossibile realizzare i parcheggi sottostanti vista la complessità di plinti e travi di collegamento in superficie e lo stato dei pali di fondazione. Che il Campidoglio stia accelerando il riassetto urbanistico della città lo dimostrano le 40 delibere urbanistiche che verranno presto presentate in Consiglio. Da qui a quella seduta  qualcuno si inventerà forse di inserire anche qualche delibera sul sociale, ma con la scusa della crisi e del rilancio delle costruzioni si percorre sempre la stessa via, quella del consumo del territorio anche stravolgendo regole che sino ad oggi ne hanno impedito il saccheggio. 

Giuliano Longo