Tornano i matrimoni in Campidoglio per gli amici di Alemanno

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Tornano i matrimoni in Campidoglio. E che matrimoni! A officiarli è sempre il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, ormai vicino al guinness dei primati per cerimonie celebrate. A seconda delle competenze e dei ruoli cambiano le sale dall'Arazzo alla sala Rossa. Ma non si capisce ancora chi paghi e soprattutto perché solo pochi eletti possano ambire a questo alto privilegio. In Campidoglio è tutto un matrimonio logicamente solo per affiliati al clan Alemanno e soprattutto solo se chiacchierati o al centro di polemiche politiche. Come è il caso della cerimonia che oggi il sindaco officerà nella sala Rossa in Campidoglio per l'avvocato Ceccarelli, braccio destro del presidente dell'VIII Municipio, Massimiliano Lorenzotti. Avvocato conosciuto, perché sperto di questioni scolastiche che gestisce come ad esempio il caso del complesso scolastico di via Todi a Torre Maura, che gli ha attirato le critiche feroci del Pd, contrario alla concessione di una scuola pubblica a un privato. Sembra che per queste sue capacità manageriali l’avvocato verrà chiamato al Gabinetto del sindaco per sostenere l’operato dell’assessore De Palo. Tutti e due lavoreranno come dice il sandalo e penitente assessore per il “bene comune”. Comunque oggi Ceccarelli è nella grazie del capo dello staff del sin-daco, Antonio Lucarelli, e questo basta a fargli fare e dire ciò che si vuole nei palazzi capitolini e anche fuori. Tornano dunque i matrimoni in Campidoglio e il prossimo 3 dicembre sarà la giornata topica: oltre a quello del secolo della dott.sa Laura Mangianti, sul quale abbiamo scritto, verrà celebrato quello di Giuliano Castellino, leader "der Popolo de Roma". Uno dei fedelissimi del sindaco, che avrà l’onore di essere sposato proprio dal primo cittadino. La famiglia politica di Alemanno cresce, ma ci auguriamo che per celebrare questo lieto evento il buon Castellino non deturpi Roma con manifesti e scritte sui muri della città, anche perché proprio l’altro ieri il sindaco ha lanciato il decoro day. Dal cerimoniale del sindaco ci commentano sconsolati: «Sembra che il Campidoglio da casa dei romani si stia trasformando nella casa delle spose».Sappiamo che Alemanno ha sempre puntato sulla famiglia fondata sul matrimonio e questo ci trova d’accordo, ma avevamo capito che avrebbe sostenuto quello in chiesa, secondo le regole di Santa Romana Chiesa che lui dice di sostenere e appoggiare. Invece tutti gli uomini del suo staff alla chiesa non ci pensano nemmeno e preferiscono sposarsi in Campidoglio. Ma non è una novità. I suoi collaboratori a parole sono cattolici, ma nei fatti tutt’altro, anzi sembrano molto più vicini e disponibili nei confronti di altre confessioni religiose.

                                                                                                                              Giulio Dante