Basterà il voto di 21 consiglieri per le delicate delibere sull’urbanistica

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Il Consiglio di Roma capitale ha iniziato ieri, in seconda convocazione, i suoi lavori per assolvere all'ingrato compito di deliberare su 35 atti, quasi tutti attinenti all'urbanistica. Un ordine del giorno davvero fitto e defatigante per consiglieri che rischia di tradursi in una maratona notturna come lo fu il Consiglio dei primi di agosto dove Alemanno precettò tutti i suoi per non far mancare il numero legale di 21 presenze. Curiosamente anche per la seconda seduta di ieri è sufficiente lo stesso numero di presenze che mette al sicuro l'approvazione delle numerose delibere da ogni sgambetto in aula. Ovviamente le motivazioni del capogruppo del Pdl Gramazio sono sdegnate ed in verità piuttosto impresentabili perché lunedì sera faceva ufficialmente sapere che il numero legale era stato fatto cadere come risposta «al becero ostruzionismo praticato dall’opposizione».

Della serie "tu mi ostacoli e io vado in seconda convocazione". Intuizione brillante che comporterebbe la perenne paralisi di ogni assemblea legislativa. E poi, come si può arrivare a simili accuse quando solo il 4 agosto, nella storica seduta fiume del Consiglio, due delibere passarono grazie al voto responsabile di cinque o sei consiglieri dell'opposizione? Qualcuno a sinistra ha denunciato l'ammuina piuttosto vivacemente, come il consigliere De Luca che è stato allontanato dall'aula lunedì sera. Più flemmatico il capogruppo del Pd Marroni che non se l'è presa granché. In fondo, considerata l'importanza delle delibere all'ordine del giorno, si può anche presumere che nella riunione precedente dei capigruppo qualche accordo sia stato assunto fra maggioranza e opposizione, almeno sotto il profilo delle procedure, altrimenti cosa si riuniscono a fare i capigruppo? Ma anche loro come tutti gli umani sbagliano. Infatti non si sono accorti che la stessa delibera 194 del 6.12.2006 relativa al piano "cittadella della piccola e media impresa nel comprensorio già Nuova Fiorentini", è all'odg anche nella riunione della VII commissione assembleare, cioè quella del patrimonio e delle politiche abitative, convocata per lo stesso giorno del Consiglio, cioè ieri. Errore umano? Svista procedurale? Poteri di sdoppiamento dei consiglieri presenti contestualmente in aula e in commissione? Chissà. Ma qualche maligno avanza l'ipotesi che si tratti di un lapsus, di una rimozione freudiana perché tanto, nell'inconscio dei consiglieri, è già previsto che quella delibera non solo passerà, visti i numeri della maggioranza, ma sia già passata nelle menti dei più. Ma vediamo di cosa si tratta.

Il 6 dicembre del lontano 2006 dopo quattro sedute andate a vuoto, la delibera 194, riguardante la costruzione della Cittadella della Piccola e Media Impresa in Municipio V, infine passò. Un emendamento allora presentato dal capogruppo dell'Udc Gasperini sbloccò la situazione prevedendo di destinare l'8% della cubatura prevista della cittadella ad edilizia residenziale a canone concordato. Sin qui storia, ma in questi giorni quella delibera del 2006 verrà modificata e verrà approvato un nuovo schema di convenzione, che prevede fra l'altro la cessione alla società Avvenimenti e Sviluppo Alberghiero della palazzina dei vigili urbani di via dei Fiorentini e l'acquisto da parte del Comune della torre sempre nella stessa via che sarà la nuova sede del Municipio per oltre 23 milioni e 500mila euro. Ma la delibera prevede anche la rivalutazione delle opere di urbanizzazione per oltre 6 milioni relative ad una volumetria residenziale di 55.000 metri cubi. Insomma, una delibera importante, fra le tante altre, che sicuramente comporterà una lunga e approfondita discussione d'aula.  

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