Enav, spunta un altro alemanniano

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Gianni Alemanno può pure ignorare di conoscere Fabrizio Franco Testa  nominato già nel 2003 al consiglio di amministrazione di ENAV, sulla base di una presunta spartizione politica di posti, come risulta dalle dichiarazioni degli indagati sulle tangenti di quella società del gruppo Finmeccanica. Può anche fingere di non conoscerlo, nonostante sia stato un uomo di punta di AN ad Ostia, così come può far finta di non riconoscere le logiche spartitorie per gli incarichi di quella società che consentirono a Testa di restarci sino al 2009. Logiche che risalgono addirittura agli anni in cui Alemanno era ministro alla Politiche Agricole e che vedono anche l'ex ministro Matteoli coinvolto come riportato recentemente dalla stampa. Ministero nel quale Alemanno portò molti dei suoi fedeli che attualmente ricoprono incarichi importanti anche nell'Amministrazione capitolina e nelle società del Comune. Ora dall'indagine ENAV spunta anche un altro nome, quello di Stefano Giovannini.

A tirarlo fuori è quel Franco Lazzarini, presidente esecutivo di Italbrokers il quale si difende di fronte agli inquirenti affermando che solo il suo amministratore delegato, cioè Giovannini, era a conoscenza del versamento di due milioni di euro al capo delle relazioni istituzionali di Finmeccanica, Lorenzo Borgogni, per mantenere alla Italbrokers la copertura assicurativa che già aveva in Finmeccanica. Operazione che risalirebbe al 2005/2006 difficilmente perseguibile oggi sotto il profilo penale. Il fatto è che Giovannini, "intoccabile" come lo definisce il Secolo XIX di Genova, oltre ad essere l'Ad di quel gruppo assicurativo è anche vice presidente di Assicurazioni di Roma, la compagnia assicurativa  del Comune che vede fra i suoi azionisti tutte le più importanti società capitoline, da Atac ad Ama.  Delle sofferenze finanziarie di questa anomala compagnia di assicurazioni abbiamo già scritto mesi fa, qui basti sottolineare che Giovannini è un nome noto nelle stanze della politica e della finanza soprattutto di centro-destra e che per quella vice presidenza è stato sicuramente sponsorizzato – o quanto meno gradito – dal sindaco. Non a caso Giovannini siede anche nel consiglio della fondazione di Alemanno Nuova Italia.

E' pur vero che Italbrokers è anche amica di tanti uomini vicini alla sinistra. In quel consiglio a Genova siedono infatti Fernanda Contri, ex socialista anni Novanta. Presidente esecutivo è Franco Lazzarini, notoriamente vicino a D'Alema e amico di Vincenzo Morichini. Ma per restare nella capitale, resta il fatto che recentemente Italbroker si sarebbe accaparrata un consistente appalto di brokeraggio assicurativo per Acea, nel cui cda siede anche Andrea Péruzy, segretario generale della Fondazione Italiani Europei di D'Alema. Italbtokers sa come muoversi negli affari e solo oggi  marginalmente incappa negli indagini ENAV/Finmeccanica, ma il consigliere del PD Massimiliano Valeriani chiede che venga finalmente sciolto quel conflitto di interessi tutto romano. «Giovannini – afferma Valeriani- già noto per irrisolto palese conflitto di interesse che si è insinuato in AdiR, perché nello stesso tempo ricopre la carica di ad di Italbrokers, in palese contrasto con il regolamento varato dall’Isvap (Istituto di Vigilanza sulle assicurazioni private), è molto legato al sindaco Alemanno e per le sue idee e la partecipazione alla Fondazione Nuova Italia». Quindi se Alemanno, come ha dichiarato, non conosce nessuno di quelli tirati in ballo per i fondi neri di Finmeccanica non avrà nessuna difficoltà a chiedere questa volta le dimissioni di Giovannini.

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