Mancano le risorse, case famiglia a rischio chiusura

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Casa al Plurale è un’associazione senza scopo di lucro costituita nel 2006 per rappresentare le organizzazioni che operano nel Lazio a sostegno delle persone con disabilità, con particolare attenzione al tema della residenzialità. All’associazione oggi aderiscono 18 organizzazioni, fra le quali le Coop sociali e la Confederazione delle cooperative, che gestiscono strutture e progetti di solidarietà. Con un documento la onlus denuncia la situazione delle case famiglia a rischio di chiusura con un'ultima chiamata alla responsabilità per le istituzioni di Roma Capitale. Questo, infatti, sarà il destino che aspetta le 54 Case famiglia della città, che ospitano 380 persone con disabilità gravi, se Roma Capitale non interverrà al più presto attribuendo nuove risorse. Le associazioni che sostengono le Case famiglia hanno infatti chiesto ieri in una conferenza stampa alle istituzioni di Roma Capitale di sedersi insieme intorno a un tavolo. Per decidere subito un programma di riorganizzazione nella gestione delle strutture residenziali per persone adulte con disabilità. E soprattutto per individuare,con tagli sulle voci di spesa del bilancio di Roma Capitale non altrettanto urgenti, una quota di almeno 1,5 milioni di euro indispensabile per coprire le spese correnti fino alla fine del 2011.

La situazione è divenuta ormai insostenibile perché da marzo 2007 il Comune di Roma non adegua le rette corrisposte alle Case agli effettivi costi di gestione, versando meno del 50% di quello che servirebbe. Diversi appelli sono stati rivolti alle istituzioni negli ultimi mesi dalle associazioni, tanto che il 28 giugno l’Assemblea Capitolina, dopo le ripetute richieste di intervento, ha approvato all’unanimità una mozione per definire un incremento graduale delle rette corrisposte alle Case famiglia per garantire nel 2011 una copertura del 67% delle risorse necessarie, raggiungendo il 100% solo nel 2016.  

L’Assemblea Capitolina impegnava il sindaco ad approvare una delibera in questo senso entro 90 giorni. Sono trascorsi da allora quasi 5 mesi, ma non si è ancora riusciti a trasformare l’intenzione lodevole in azione concreta. «Siamo qui oggi per scongiurare un vero e proprio dramma umano e sociale», ha commentato Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale. «Se non troviamo subito i finanziamenti indispensabili per coprire i costi delle Case saremo costretti a riconsegnare al sindaco le chiavi delle 54 strutture che accolgono a Roma persone con disabilità medie e gravi. E, con l’inizio del nuovo anno – ha concluso Berliri – a presentare alle istituzioni capitoline un programma dettagliato di dismissione degli ospiti delle Case famiglia».