Indagine sulle piste ciclabili, tra buche e percorsi fantasma

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Impietosi i risultati di “Indagine sulle piste ciclabili a Roma: un anno dopo” che sono stati illustrati questa mattina dall'Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma: delle 15 piste ciclabili giudicate peggiori dall'indagine del 2010, oggi risulta essere migliorata solo una, quella del Foro Italico, mentre le altre sono rimaste uguali o addirittura peggiorate.

"Da quando sono assessore all'Ambiente, otto mesi, devo dire che alcune cose sono cambiate e altre no. Il problema è quello delle competenze. Le piste ciclabili ormai le fanno tutti – ha provato a giustificarsi l'assessore all'Ambiente, Marco Visconti – dipartimenti del Comune, Municipi e costruttori. Appena arrivato mi sono reso conto che non c'era un appalto, ad esempio, per tappare le buche e abbiamo fatto un bando di 500mila euro per sistemare alcuni problemi".

Ma è puntuale nelle sue critiche Gabriele Ugolini dell'Agenzia per il controllo: "Abbiamo analizzato le 15 piste con il risultato peggiore del 2010. Grazie all'aiuto dei ciclomobilisti ci siamo resi conto che quasi tutte le piste hanno diverse problematiche: segnaletica mancante o errata, pali della luce all'interno delle corsie, degrado". Per quanto riguarda le piste nel 2011, dall'indagine risulta che: "la pista via Gregorio XI è 'fantasma' ed è stata realizzata dal Municipio XVIII; quella di Casal Palocco-Colombo è presente nel Piano Quadro solo graficamente; Mezzocammino ha il percorso all'interno di parchi chiusi la notte; quella di Trigoria manca della segnaletica".

Duro il giudizio di Dario Nanni, Consigliere Pd in Campidoglio: “Nonostante l’Amministrazione Alemanno faccia un gran parlare di mobilità pulita, il dossier presentato ieri dall’Authority rappresenta un nuovo fallimento di una Giunta che non perde occasione di mettere in luce quanta sciatteria e quanto disinteresse contraddistinguano il suo operato nei confronti delle tematiche ambientali. Infatti, nell’elenco delle opere pubbliche definanziate dal Campidoglio in occasione del Patto di stabilità figurano, tra le prime, proprio le piste ciclabili”. “I dati del dossier realizzato dall’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi del Comune di Roma ci restituiscono un’immagine delle piste ciclabili decisamente peggiorata rispetto a quella di una anno fa. Accessibilità, fondo stradale, protezione dei ciclisti, attraversamenti, segnaletica, intralci, sicurezza: tutti punti deboli per i quali nulla è stato fatto da parte della Giunta Alemanno. Non solo – conclude Nanni – le piste ciclabili in questi tre anni e mezzo non sono aumentate di un centimetro. Dati che mettono decisamente in discussione le 'buone intenzioni', presentate appena qualche giorno fa dalla Commissione Ambiente, di trasformare la Capitale in senso sostenibile grazie alla realizzazione del Grande Raccordo Anulare della Ciclabilità. Dati che contraddicono anche le buone pratiche annunciate ieri a Bruxelles in contesto europeo. Ormai ad Alemanno sulle tematiche di mobilità pulita non resta che la citazione di Rifkin sul libro ‘la terza rivoluzione industriale’”.