Sprangò 2 ragazzi, ora Andrini vuole da noi 45mila euro

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Che l'ex estremista di destra Stefano Andrini, amico di Gianni Alemanno, si sia distinto in una serie di assalti nel centro storico con un gruppo di camerati nel 1989 e che abbia mandato all'ospedale due giovani romani uno dei quali finì in coma, è difficilmente contestabile. Che Stefano Andrini sia poi coraggiosamente scappato in Svezia per sfuggire all’arresto nemmeno, che poi fosse estradato dopo qualche mese e condannato per concorso in lesioni aggravate, altrettanto. Ma parafrasando Bruto nel Giulio Cesare di Shakespeare, Andrini è uomo d'onore e non pago della liquidazione percepita come  ex amministratore delegato di Ama Service dopo essere stato dimissionato dall'amico Alemanno ed evidentemente insoddisfatto del suo attuale  stipendio percepito, ha deciso di schiodare in tribunale 45.000 euro a "Cinque Giorni", giusto per tirare a campà.

L'Andrini, che è  sempre uomo d'onore, contesta al nostro quotidiano di aver scritto che è un "ex terrorista", come se uno che andava in giro a menare la gente non incutesse terrore, e contesta i termini della sua condanna: non per tentato omicidio ma per lesioni gravi aggravate. E scusate se è poco. Ma siccome l'Andrini è uomo d'onore oltre che coraggioso squadrista in gioventù, non si è avvalso del diritto di replica cui aveva diritto proprio sulle pagine del giornale, spiegando appunto che non ha provato a uccidere nessuno ma che quel qualcuno lo ha lesionato gravemente. Piuttosto batte cassa. Eh sì, perché replicare a viso aperto poteva essere imbarazzante per lui, un po' come rimescolare nel torbido del suo passato. Vediamolo allora questo passato giusto per ricordarci con chi avremo a che fare in sede di tribunale civile. Ebbene, questo uomo d'onore, amico di Gianni Alemanno, inizia la sua attività politica nella metà degli anni '80, quando giovanissimo, insieme al fratello gemello bazzica «Fuori dai banchi», un collettivo  vicino agli studenti dell'Autonomia Operaia. Da lì i gemelli Andrini vengono allontanati «per l'eccessiva violenza e per la loro ambiguità», a detta di un ex compagno. Dal 1988  iniziano a frequentare il neonato movimento skinhead d'estrema destra che va alla riscoperta dei valori nazisti. La polizia nello stesso anno segnala un loro fermo nella cittadina tedesca di Wunsiedel, in occasione di una commemorazione a Rudolf Hess, delfino di Hitler. A Roma frequentano i naziskin di Piazza di Spagna e le aggressioni a migranti e «zecche» diventano il loro nobile passatempo. Il 10 giugno 1989 si danno molto da fare e con altri aggrediscono fuori dal cinema Capranica, a suon di spranghe di ferro, due ragazzi, Andrea Sesti (che finirà in coma) e Giannunzio Trovato. Identificati, gli Andrini vengono subito denunciati ma, mentre viene avviata l'inchiesta giudiziaria, riescono a lasciare l'Italia e a recarsi in Svezia. Vengono estradati dopo 3 mesi e condannati a 4 anni e 8 mesi per lesioni aggravate. Tra condizionale e sconto di pena, in galera non ci stanno molto, ma siccome il lupo perde il pelo ma non il vizio, si avvicinano prima alla componente skin del Movimento politico, gruppo fondato da Maurizio Boccacci, e poi militano in Alternativa Nazionalpopolare di Stefano Delle Chiaie, la destra elitaria dello «spiritualismo evoliano». Nel 1994 Andrini diventa caporedattore del giornale di Stefano Delle Chiaie «Spina nel Fianco».

Nello stesso anno insieme al gemello Germano, tanto per tenersi in esercizio, attacca a suon di sassi un'iniziativa universitaria dei collettivi di sinistra. I due gemelli vengono denunciati per violenza aggravata. Stefano Andrini ricompare nel 2000 al fianco di Mirko Tremaglia, patron degli Italiani all'Estero dell'MSI e lavora per lui fino al 2006. Dal curriculum  di Stefano Andrini, reso pubblico dopo la sua nomina ad AMA Service, risulta che Stefano è stato amministratore di una ditta sconosciuta (Ikonaut software AB), collaboratore di un paio di sindacati (il patronato dell´Ugl Enas, Fast-Confsal) e di un progetto per Fit-Cisl.  Ma risulta altresì  «esperto – non si specifica di cosa – della presidenza del Consiglio presso il ministero degli Italiani nel mondo». A ottobre del 2008 viene infine assunto ad AMA Service, si badi bene, per chiamata diretta. Nell'assumere la lucrosa carica dichiara: «Ho pagato il mio debito con la giustizia e sono stato completamente riabilitato». Ma il giovane Andrea Sesti da lui aggredito al Capranica, intervistato da Repubblica la pensa diversamente: «Sono indignato. Sono irritato, arrabbiato e imbestialito: ha rovinato una parte della mia esistenza e ora si vede premiato con un posto pubblico di altissima responsabilità. Quella notte – ricorda – ci sono saltati addosso a sangue freddo, e uno di loro mi ha colpito da dietro con una spranga di ferro. Andrini era lì…. Non mi ha mai chiesto scusa, non ha mai fatto un gesto di pentimento per me e quell´altro ragazzo, anche se ci avevano quasi uccisi: anzi, è fuggito all´estero». Da notare che Sesti ha subito due operazioni, ha trascorso un anno senza riuscire a parlare, e ancora oggi deve assumere farmaci per gli effetti di quell'aggressione. Ma il bello viene ora, perché l'amico Alemanno non lo rimuove da Ama Service in un moto di sdegno antifascista (si fa per dire visto che nemmeno lui ha mai rinnegato i suoi trascorsi), ma semplicemente perché Stefano incappa nell'indagine sul faccendiere Mokbel che portò alle dimissioni il senatore Di Gerolamo. Le cronache dei giornali di quei giorni riportano che Andrini avrebbe aiutato il senatore Pdl Di Girolamo nell'acquisizione di una falsa residenza all'estero, senza la quale l'ex senatore non avrebbe potuto candidarsi nella circoscrizione "Estero", ed essere eletto con le schede ciucche fornite dalla 'ndrangheta. Mokbel non ha dubbi sulla collaborazione di Andrini e ne spiega il motivo a Di Girolamo: «Sapendo che facevo politica ha provato a ricontattarmi un paio di volte e ci siamo visti».

«In An», continua, «hanno il terrore di Stefano perché è l´unico che gli sta a riuscì a tenere sotto controllo su Roma il campo occupato, una struttura antica del 1930 che sta alle spalle di San Giovanni e che hanno occupato tanti anni fa. Lì si sono fatti una bella struttura, campi da calcio, fanno il campionato, ma proprio bella, e c´è anche un monumento che ha fatto convergere dentro quella struttura tutti i cacacaz… pseudo di estrema destra neonazisti molto più estremisti di Forza Nuova di Roberto Fiore». Andrini è persona di fiducia di Gian Luigi Ferretti, direttore della rivista "L´Italiano", editata dalla cooperativa di cui sono soci il parlamentare Zacchera (An) e lo stesso Andrini, che dà le istruzioni a Di Girolamo su come ottenere il certificato elettorale in Belgio: «Tu devi andare a Bruxelles, al consolato ti diranno che non hanno il certificato allora loro per legge ti devono mandare un fax e c´è un fax apposta al Comune di Roma… il Comune risponde immediatamente e ti rilasciano questo perché nelle liste elettorali inviate di recente dal ministero dell´Interno tu logicamente non ci sei. Quindi sei nell´elenco suppletivo il che significa che risulti residente a Bruxelles. Dobbiamo sensibilizzare il Comune a rispondere immediatamente. Sai che poi alla fine abbiamo l´arma del… che tu ormai conosci benissimo… dell´ambasciatore». Ma Stefano Andrini è uomo d'onore e si sente diffamato, ingiustamente offeso da noi e come tutti gli uomini d'onore non risponde, non contesta, non precisa, ma mira dritto al soldo. Lui non tenta l'omicidio ma provoca solo lesioni gravi aggravate e solo per questa quisquiglia viene ingiustamente condannato. L'onore di Andrini vale 45.000 euro, ma dovrà sudarseli in giudizio.

Giuliano Longo