«Un clima di illegalità diffusa»

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Nel Consiglio Regionale del Lazio, secondo i gruppi di opposizione, ci sarebbe «un clima di illegalità diffusa», «una reiterata violazione delle regole». La situazione deve essere sicuramente seria e grave se tutti i gruppi dell’ opposizione presenti alla Pisana hanno deciso di convocare una conferenza stampa pochi giorni prima della sessione di Bilancio. In pratica quello che viene lamentato è che un’assemblea con 70 consiglieri abbia  dei picchi di attività  solo per due volte in un anno, in occasione del bilancio e dopo sei mesi per l’assestamento. In queste occasioni su input o “ricatto” della giunta, l’assemblea finisce per votare i provvedimenti più disparati.

Nella conferenza stampa che si è tenuta ieri all’Hotel Nazionale, Montino capogruppo del PD e Rossodività dei Radicali hanno presentato un parere elaborato dal professor Michele Ainis Ordinario di Istituzioni di diritto pubblico nell’Università di Roma Tre. Il giurista mette in luce una serie di gravi inadempienze procedurali del Consiglio che ripetutamente in questi due anni ha violato quanto stabilito dalle norme dello statuto regionale. Caso eclatante l’inserimento nel maxi emendamento dell’articolo 3ter il cui testo, era già stato respinto dall’aula. L’aver agito contro le norme statutarie, per l’opposizione fa venire meno anche la costituzionalità degli atti votati. Per sottolineare il protratto  e mancato rispetto delle regole,  i gruppi di opposizione hanno indirizzato una lettera al presidente della Repubblica. Mentre hanno puntato il dito contro i consiglieri di maggioranza, colpevoli di aver votato, in occasione dell’ultimo assestamento di bilancio, 172 articoli senza neanche averne visto il testo. Ora va bene la disciplina di appartenenza, ma non bisogna nemmeno svilire il ruolo  di chi viene eletto alla Pisana. A conferma di un clima che sta per cambiare in Consiglio anche l’intervento di Claudio Bucci, IDV, il quale ricorda che la prima illegalità  è quella dei 74 consiglieri, mentre rimane sempre aperto il caso del consigliere Pdl Di Giorgi che divenuto sindaco di Latina non solo non si è dimesso dalla carica in Consiglio regionale, ma non è stato neanche sollecitato a farlo dall’ufficio di presidenza.

Luigi Nieri, capogruppo di SEL, ha ricordato che dagli inizi di agosto nessuno dell’opposizione ha mai visto e incontrato l’assessore al Bilancio Cetica. Quindi dopo 5 manovre di finanza pubblica da parte del governo nazionale, nè la presidente Polverini nè l’assessore al Bilancio hanno sentito il dovere morale di andare in aula a dire se qualcosa è cambiato nei conti della Regione e che prospettive ci sono. Questo se da una parte può significare scarsa considerazione dell’aula come simbolo di dibattito democratico dall’altra può far pensare ad una sottovalutazione della situazione legata ad una incapacità ad affrontarla.  

S.C.