Ex cinema Airone, Longhi e Costanzo contro Alemanno

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È di qualche giorno fa la notizia del contributo comunale di 1,5 milioni di euro per la riapertura del vecchio Cinema Airone, i cui spazi saranno affidati ad alcuni attori "simpatizzanti" del primo cittadino. L’associazione dello spettacolo, Unione AGIS Lazio, e l'associazione Voglia di Teatro, coi suoi oltre 90 teatri privati associati, hanno deciso, attraverso un comunicato stampa, di esprimere pubblicamente "netto dissenso", "disapprovazione" e "sconcerto" per l’ingente finanziamento stanziato da Roma Capitale per la riapertura dell’ex cinema, “come spazio polifunzionale per teatro, danza e produzione culturale, assegnato ad un gruppo di attori 'simpatizzanti' per il sindaco Alemanno”.

Si criticano l’entità del contributo “ma soprattutto l’assenza totale di procedure pubbliche o bandi di gara chiari e trasparenti”. A Pietro Longhi, presidente di Agis Lazio, e a Maurizio Costanzo, presidente di Voglia di Teatro, preme sottolineare “come negli ultimi anni siano stati riaperti numerosi teatri nella periferia romana, quali il Torrino, Ostia Lido – Nino Manfredi, S. Paolo, Roma e Ambra Garbatella, senza aver beneficiato di alcun intervento pubblico, ma ancor peggio, senza aver suscitato il minimo interesse da parte dell’amministrazione comunale, sia in termini di valorizzazione culturale e di coesione sociale, che in termini di sviluppo economico per il territorio ai margini della città”. Per le due associazioni, “Nonostante il compiacimento per l’apertura di un nuovo teatro, spiace rilevare che, in un momento così delicato per il settore e per l’intero Paese, la politica continui a gestire risorse pubbliche con strumenti e modalità a dir poco anomali e di sicuro non conformi a principi di correttezza, trasparenza ed equità”.

“Il perseverare di questi comportamenti – hanno affermato Longhi e Costanzo – va a minare il delicato equilibrio del  sistema teatrale romano e, in generale, delle politiche di sviluppo culturale del nostro Paese. Una crisi economica così drammatica e profonda esigerebbe, al contrario, un maggior rispetto nei confronti dei cittadini e delle imprese che, quotidianamente, con grandi sacrifici, mettono le loro capacità e il loro coraggio al servizio delle istituzioni che, come in questo caso, non ripagano con altrettanto senso del dovere il loro impegno al servizio della collettività”. “A questo punto – hanno concluso i due presidenti – non ci resta che sperare in un intervento rapido e deciso della Corte dei Conti, alla quale nei prossimi giorni presenteremo un esposto”.