I romani pagheranno di più

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La politica si agita per i tagli della manovra. Riflette e polemizza, propone idee e lancia appelli al governo, ma in tutta questa frenesia da "post manovra" una sola è la certezza: saranno i romani i cittadini italiani che pagheranno più cari i contraccolpi della nuova tassazione. Lo ha spiegato ieri la Uil, presentando uno studio sugli effetti delle nuove imposte delineate dal decreto "Salva italia". La ricerca ha calcolato l'impatto dell' Imu (in pratica la vecchia Ici) e delle probabili addizionali Irpef lasciate agli enti locali. Secondo lo studio bisognerà pagare in media il prossimo anno 1.035 euro divise tra 524 euro di Irpef e 511  per l'Imu. Un caso limite, che somma gli aumenti dell'ultima manovra a quelli che i cittadini della capitale hanno dovuto accettare per i ben noti problemi di bilancio. Il tutto in un momento difficile per tutti, dove i provvedimenti restrittivi del governo si uniscono alla necessità di ridurre sprechi e spese inutili. Intervenuto ieri in commissione Bilancio alla Camera, il sindaco Alemanno ha detto: «Chiediamo al governo garanzie affinchè non adotti altre riduzioni delle risorse da erogare ai Comuni e agli Enti locali in genere» e riferendosi alla nuova Imu, ha spiegato «Chiediamo anche maggiore autonomia sui flussi finanziari» garantendo «il massimo sforzo affinchè la distribuzione di questa imposta venga fatta il più possibile in maniera equa».  

E in tempi di tagli e budget ridotti, l'altro tema all'ordine del giorno è quello della riduzione dei costi della politica. Ieri il vicepresidente della commissione Bilancio alla Pisana Andrea Bernaudo ha lanciato la sua  proposta: «La politica deve riappropriarsi del proprio ruolo. Qui in Regione Lazio abbiamo 26 tra società controllate e partecipate e 24 enti pubblici dipendenti. Approfittiamo di questa sessione di bilancio anche per verificare, per ognuno di questi centri di costo, la situazione economica e finanziaria, con la lente d'ingrandimento, per capire le ragioni dei tanti debiti accumulati». E il dibattito è proseguito anche sull'eliminazione dei contributi per i rappresentanti dei municipi, i "parlamentini" di quartiere che vede un fronte compatto, da destra e sinistra, contro le cariche “onorifiche”. Non è mancata poi la polemica che da giorni coinvolge il tema del pagamento dell'Imu da parte dei beni della chiesa adibiti a uso commerciale. Il consigliere comunale Dario Nanni spiega di aver «presentato una interrogazione urgente all’assessore al bilancio Carmine Lamanda per sapere se risponde al vero la notizia relativa al mancato gettito dell’ICI sugli immobili della chiesa adibiti a uso commerciale. Si tratta di una somma ragguardevole stimata in circa 25,5 milioni che il Comune di Roma avrebbe dovuto incassare a partire dal 2006».

Anche il consigliere regionale Foschi ha annunciato che presenterà una mozione in consiglio per la «verifica puntuale dei beni ecclesiastici soggetti al pagamento delle imposte sugli immobili come tutti i cittadini del Lazio».