Montecitorio, sindacati in piazza contro la manovra

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Nella giornata dello sciopero generale, in piazza Montecitorio è in corso un presidio dei sindacati contro la manovra economica. Ci sono rappresentanti di tutte le maggiori sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl). Tra i cartelloni presenti: "Sì alla patrimoniale, sì ai tagli agli stipendi dei parlamentari e alle loro favolose pensioni", "I partiti e i sindacati hanno fallito! La democrazia diretta dei cittadini è un nostro diritto" ed uno dell'Idv con la scritta "Macelleria sociale: i grandi tagli" raffigurante un bovino i cui tagli di carne rappresentano quelli del governo (tassi, tariffe, Ici, scuola, pensioni…).

Da un piccolo palco allestito nella piazza, piena di persone, sono intervenuti, tra gli altri, i segretari generali Cisl e Cgil, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso. "Questa iniziativa – ha spiegato Bonanni – è per protestare per una manovra che non ha avuto la possibilità di scambiare una discussione di trattativa tra il sindacato e il governo. È una manovra che colpisce solo dipendenti e pensionati, e mai era accaduto che sulle pensioni, sulle tasse e sulla casa si arrivasse a tanto. Fino a ieri sera – ha aggiunto il segretario della Cisl, a cui un paio di manifestanti tra la folla hanno gridato 'venduto!' – abbiamo insisitito affinché fosse rivisto qualcosa, ma di fronte alle nostre richieste ci siamo sentiti ripetere che c'è una grande crisi e che serve una manovra rigorosa. Noi diciamo che la manovra dev'essere sì rigorosa, ma anche equa. Se i partiti vogliono essere utili ai lavoratori e ai pensionati devono fare anch'essi la loro parte".

Dopo Bonanni ha preso la parola Susanna Camusso: "Noi non rinunceremo mai all'idea che questa manovra vada cambiata, perché così com'è fa del male ai lavoratori, ma anche all'intero Paese. Noi torniamo a ripetere – ha aggiunto Camusso – che chi ha di più deve pagare di più, e chi non ha mai pagato deve iniziare a farlo. Non può essere il governo a decidere di cosa discutere e di cosa non discutere con i sindacati. Nessun governo in un Paese democratico può pensare di poter passare senza il consenso. Non si può immaginare di far lavorare i cittadini fino a 70 anni, questo governo fa cassa, fa solo un'operazione di risparmio. Nessuno pensi – ha concluso – che con il governo tecnico le regole democratiche non valgono più, dobbiamo rimettere al centro il lavoro". La manifestazione a piazza Montecitorio andrà avanti con il sit-in fino alle 19.

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