Meno sprechi, ma «dalla prossima consiliatura»

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Come sempre o come spesso capita, occhi puntati sul Consiglio regionale del Lazio e sui suoi sprechi. Qualche giorno, fa conferenza stampa congiunta di tutti i gruppi di opposizione e pagina speciale dedicata dal Corriere della Sera. Nel corso di quella conferenza stampa è stato tracciato un quadro generalmente poco edificante. Nello specifico Nando Bonessio dei Verdi ha ricordato che il piano casa contiene un emendamento necessario a salvare la villa dell’ex presidente del Consiglio Claudio Fazzone mentre il consigliere Mei arriva addirittura a dire che dopo le province si possono sciogliere anche le Regioni, se lavorano così poco. Il Corriere della Sera invece ci parla ancora dello scandalo dei gruppi monocellulari così come degli eterni o infiniti lavori di ristrutturazione e, last but non the least, fa l’elenco degli oltre 200 vitalizi riconosciuti. Una specie di stipendio per tutta la vita che si somma ad altre retribuzioni e passa anche in reversibilità al coniuge. Su tutto aleggia un senso di ingiustizia, ma scorrendo l’elenco scopriamo che forse, anzi, sicuramente ci deve essere qualche errore. Non è possibile che il vitalizio spetti anche a Fabio Schietroma e Ettore Urbano che sono diventati consiglieri nel 2009 ed hanno ricoperto la carica per meno di un anno. Ora si parla, finalmente, di abolirli, ma sempre dalla prossima consiliatura. Si dice che «non si possono cancellare i diritti acquisiti».

In teoria questo adagio funziona ma tutte le forze politiche non ci hanno detto e non ci dicono che in un periodo di estrema crisi non esistono più certezze? Gli impiegati statali che vincevano un concorso non sapevano forse che avrebbero potuto andare in pensione dopo i famosi 19 anni 6 mesi ed 1 giorno? E per questi le regole non sono cambiate mentre si stava giocando? Chi entrava 20 anni fa a lavorare alla Fiat non pensava di avere un posto fisso? Invece arriva l’innovatore Marchionne e disdetta gli accordi. Tanto per non farci mancare nulla ricordiamoci che per i consiglieri non rieletti c’è anche l’indennità di fine mandato. Una sorta di Tfr che, magari, si spiega per quanti possono aver trascurato i propri affari per la cura della “res pubblica”, ma per chi esce dalla Pisana e rientra in un comodo ufficio statale o parastatale è veramente ingiustificato. Nessuno si è finora alzato per spiegare la ratio che sottende all’erogazione del vitalizio o per dire che è giusto in questi termini. Ci si potrebbe augurare che il rappresentante degli ex consiglieri o un singolo consigliere possa dire «No grazie, questo vitalizio non ha ragione d’essere e quindi in questa fase di grande emergenza, io non lo prendo». All’incirca un milione al mese che potrebbe essere utile per il personale del Santa Lucia o dell’Idi. E allora, se il vitalizio per i consiglieri regionali è un privilegio senza senso, qualcuno potrebbe ricordare la frase del marchese del Grillo che decide di non pagare l’ebanista Aronne Piperno: «Vuoi sapè la procedura ? Io i soldi non li caccio e tu non li becchi!». Tremila euro al mese per 5 anni di lavoro, meglio del Win For Life!

Carlitos