Crescita record per la disoccupazione

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Il tasso di disoccupazione giovanile nel Lazio nel 2010 ha ormai raggiunto il 31% con una crescita di mezzo punto rispetto al 2009 e salendo al 40% per la sola componente femminile. E' quanto rivela il rapporto Upi Lazio-Eures 2011 presentato ieri a Roma che evidenzia come l'evoluzione della disoccupazione giovanile rappresenti il fattore piu' preoccupante nell'analisi del mercato del lavoro regionale.  Accanto alla disoccupazione giovanile cresce anche il numero di quei giovani tra i 15 e i 29 anni che non lavorano, non studiano e non seguono alcun percorso di formazione, entrando di fatto nella schiera dell'emarginazione socio-culturale.

Nel 2010 nel Lazio la dimensione di questo ''gruppo sociale'' ha raggiunto le 174 mila unita' (+21.668 rispetto al 2009), risultando costituito per il 56% da diplomati, per il 12,% da laureati e per il 32,% da giovani con una scolarità inferiore. A un anno dalla laurea meno della meta' dei laureati del Lazio lavora e la percentuale sale sino al 68,3% a 3 anni dal conseguimento del titolo, così che rimane ancora ''a spasso'' un laureato su tre. La percentuale degli occupati a 3 anni dalla laurea sale a 71,% tra gli uomini, a fronte del 66,% delle donne, evidenziando una penalizzazione riscontrabile anche nella retribuzione (pari, in media, a 1.214 euro mensili), con stipendi decisamente piu' alti per i primi (1.402 euro) rispetto alle donne (1.098 euro).

Tra le aree professionali in grado di offrire un guadagno piu' elevato, si segnalano quella medica (1.527 euro) e l'ingegneria (1.495 euro), seguite dalle facolta' economico-statistiche (1.423 euro). Nonostante gli scarsi riconoscimenti dal mondo del lavoro, si rileva nell'anno accademico 2009/2010 un incremento dell'1,4% degli iscritti negli atenei del Lazio, che raggiungono le 230 mila unita'. Al primo posto tra le scelte dei giovani le facolta' scientifiche (23,7% degli iscritti), seguite dal gruppo letterario (19,5%), medico (17%), politico-sociale (13,8%), economico-statistico (12,8%) e giuridico (12,1%). Un serbatoio di precarietà futura che si va progressivamente stratificando.