Quanto ci costeranno i Punti Verdi?

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Le anomalie nell'esecuzione dei lavori del Punto Verde di Feronia erano dunque già ben presenti agli uffici competenti del Comune se, a seguito delle  circostanziate rivelazioni di Cinque Giorni sulla possibilità di lavori mai svolti e di fatture gonfiate, già venerdì scorso un comunicato del Campidoglio faceva saper che gli atti relativi alle suddette anomalie erano già stati inoltrati alla Procura della Repubblica. Atto dovuto. Strumentale invece il solito riferimento alla esclusiva responsabilità delle precedenti Amministrazioni che non avrebbero sufficientemente vigilato. Ma gli organismi di vigilanza sul piano di gestione dei PVQ sono stati rinnovati proprio con l'avvento dell'attuale Amministrazione, cioè quasi 4 anni fa. Che cosa ha fatto nel frattempo la giunta Alemanno?

La tardiva risposta del Comune lascia comunque intendere che il problema dei PVQ sia molto più grave ed esteso di quanto si voglia far credere. Feronia da un lato e la Vigor Perconti, cui apprendiamo si è aggiunto Maximo, sono solo la punta di un iceberg che rischia di affondare il Campidoglio nel mare dei 400 milioni di crediti concessi da BCC e Credito Sportivo e garantiti con fideiussione al 90% proprio dal Comune. Che la bomba possa esplodere da un momento all'altro, indipendentemente dall'intervento della Procura della Repubblica che prosegue per le sue vie di accertamento di reato, lo dimostra parzialmente anche un atto ufficiale. Parliamo della riunione del 1° dicembre della Commissione Consiliare Speciale Controllo Garanzia e Trasparenza presieduta dal  consigliere Massimiliano Valeriani, sollecitata precedentemente dall'associazione dei concessionari dei PVQ. La riunione intendeva verificare lo stato di "consistenza" del fondo di solidarietà del 5% a carico dei concessionari, fondo sul quale le banche si sono già rivalse a seguito della morosità di altri concessionari quali la  Vigor Perconti e Maximo.

La Commissione intendeva anche indagare sui motivi per i quali il Comune di Roma non era intervenuto in tempo utile nei confronti dei concessionari morosi, per evitare la situazione di sofferenza che aveva portato poi all'escussione delle banche. La commissione chiedeva ancora come l’Assemblea Capitolina intendesse tutelarsi  «per evitare che ulteriori situazioni di sofferenza che possano generare gravi ripercussioni al Bilancio» vista la garanzia al 95% delle rate di mutuo verso gli Istituti di Credito. Per parte loro i concessionari 'virtuosi' chiedevano al Comune una «revisione della normativa applicabile ai PVQ»; «lo svincolo del Fondo di solidarietà tramite un primo atto di annullamento del vincolo solidale…». Ma soprattutto la «possibilità di allungare l’ammortamento dei mutui a 25 anni, stante la situazione di crisi sociale in atto che ha comportato delle sofferenze che potrebbero sfociare, se non adeguatamente gestite dal Comune, a situazioni simili a quelle di Maximo e Perconti». Per farla breve, mentre alcuni cantieri sono all'opera per completare i PVQ,  molti dei Punti attivi, a quanto pare, sono già in sofferenza e alcuni rischiano il fallimento. Tanto più che in commissione il dottor Fortuni della ragioneria Generale del Comune faceva sapere che «l’inadempienza della Polisportiva Perconti ha comportato un aggravio sulle finanze comunali (800.000 euro, ndr) e che nel Fondo di Garanzia ad oggi risultano 9 milioni di debiti».  Inoltre dichiarava che l’ipotesi della rinegoziazione dei mutui è  complicata e peggiorativa «poiché comporterebbe un costo aggiuntivo per l’Amministrazione Comunale». A suo avviso solo «un intervento politico potrebbe estendere la fidejussione a un periodo di ammortamento più lungo».

Ma il bello viene quando la Ragioneria comunica che i concessionari dei PVQ non anticipano fondi e che probabilmente (udite udite) «sono stati sbagliati i piani economici finanziari poichè le Associazioni non hanno entrate che consentono di pagare le rate di ammortamento, necessarie per raggiungere un equilibrio finanziario», e dici poco. Anche il direttore del X dipartimento Tancredi dichiarava di aver rilevato una situazione complicata (sic) e assicurava che «in futuro verrà espletata senza sospensioni delle attività commerciali», mentre  sono stati nominati esperti «per la gestione amministrativa, contabile e degli impianti». Proposta che sta un po' come un pannicello caldo o la chiusura della stalla dopo la fuga dei buoi, e che par ignorare le anomalie nella gestione di altri cantieri PVQ. Dalle buone intenzioni della lontana delibera del 95 che intendeva dare dignità ricreativa e sportiva ad aree degradate e abbandonate si arriva oggi a scorgere operazioni al limite della truffa, per la quale alcuni hanno munto senza risparmio la mammella dei 400 milioni garantiti dal Campidoglio. Un business irripetibile che finiranno per pagare i cittadini contribuenti.

Giuliano Longo