2011 anno terribile per le costruzioni nel Lazio

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Il 2011 è stato un anno terribile per le costruzioni nel Lazio: la crisi ha raggiunto proporzioni drammatiche, con una contrazione del 4,7%. Complessivamente dal 2007 ad oggi la perdita di valore è stata del 19,6%. Uno spiraglio di luce arriva però dagli ampliamenti, che sono cresciuti anche per effetto della nuova legge regionale sul Piano Casa. È quanto emerge dal sesto numero di Edicola (Edilizia e Costruzioni nel Lazio), la newsletter promossa dall’Ance Lazio in collaborazione con il Cresme e da oggi inserto di Lista (Lazio, Infrastrutture, sviluppo, territorio, ambiente) la nuova rivista dell’associazione. Per il 2012 si prevede una ulteriore contrazione del 3,8%, una percentuale quasi doppia rispetto alle stime nazionali (-2%). Particolarmente penalizzata sarà la nuova produzione, che subirà una flessione dell’11,6%. Il rinnovo resterà sostanzialmente stabile (0,6%), in particolare nel residenziale che vedrà una crescita del 2,9%, compensata dalla flessione nel non residenziale e nei lavori pubblici. Le possibilità di ripresa passano per il Piano Casa.

«Secondo le stime più recenti – ha dichiarato il presidente Stefano Petrucci – il nuovo Piano Casa dovrebbe attivare investimenti per un miliardo e 291 milioni di euro, corrispondenti a oltre 3 milioni di metri cubi. Questo consentirà di creare oltre 20.000 nuovi posti di lavoro, dei quali due terzi direttamente nel processo di costruzione e un terzo nell’indotto». In particolare, la provincia di Roma dovrebbe occupare 13.000 nuovi operai grazie a 778 milioni di investimenti in ampliamenti. L’impatto del Piano Casa dovrebbe essere importante anche in provincia di Latina, dove dovrebbe attivare investimenti per 234 milioni di investimenti e quasi 4.000 nuovi occupati. Ma affinché le potenzialità del Piano Casa possano esplicarsi pienamente, secondo Petrucci «è necessario che i Comuni creino le condizioni per una totale applicazione della normativa, soprattutto per la parte riguardante le iniziative di demolizione e ricostruzione, e che gettino le basi per lo sviluppo di progetti e iniziative imprenditoriali utilizzando al meglio l’opportunità offerta dai cambi di destinazione d’uso».