Alemanno-Lega, dal patto della pajata al disprezzo di oggi

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«Solitamente, in stagioni simili, i partiti carismatici tendono a rinchiudersi. Sino a quando questa transizione non sarà conclusa, dalla Lega dovremmo aspettarci il peggio». Questo Alemanno non lo doveva proprio dire ieri ai vecchi alleati del patto della pajata, soprattutto mentre il leader "carismatico" del suo partito, Berlusconi, tenta di riportare all'ovile Bossi in vista delle sicure elezioni nel 2013. E poi mica sono appestati per «tenerli a distanza» e «immaginare alleanze, in vista del 2013, senza la Lega» anche se per le amministrative l'alleanza «va valutata di volta in volta e di comune in comune». Concessione facile visto che che a Labico e Olevano Romano dove si voterà nella primavera del prossimo anno, la Lega non è presente. Infine, sulla manovra del governo Monti, Alemanno conclude che l'avrebbe votata in Parlamento solo tappandosi il naso, un po' come fa la minoranza capitolina responsabile e di governo, su qualche delibera.

E' pur vero che il nostro sindaco ha recentemente dichiarato che oggi con Bossi non andrebbe a mangiare neanche la bruschetta, ma di qui a credere di vincere le politiche senza la Lega Nord ce ne corre. Allora cosa ha davvero in mente Gianni? Di avvicinarsi a Fini e magari al Terzo Polo? Di costituire una sua forte corrente di ex An nel Pdl? Boh. Intanto fa spargere voci (dal Messaggero) sul possibile dimissionamento di Antoniozzi, il quale non ci pensa minimamente, per far posto ad una donna visti gli altri ricorsi al Tar per le "quote rosa". Ma sotto sotto pensa di sostituire l'assessore al bilancio Lamanda con una signora di pari competenza tecnica. Insomma Alemanno trama in vista del prossimo congresso del Pdl dopo aver concesso tutto quanto è possibile agli augelliani e ai rampelliani che non vedrebbero l'ora di far concorrere l'ex ministrina Giorgia Meloni alle eventuali primarie per il candidato a sindaco. Ma non sarà così perché i sondaggi lo danno ancora forte. Allora tocca sbarazzarsi, quatto quatto, delle estreme imbarazzanti, degli ex camerati che gliene hanno combinate più di Bertoldo in Francia. Il pieno di tessere, grazie alle quote assegnate ai suoi assessori, dirigenti ed amministratori, l'ha fatto anche lui e non solo Renata Polverini. Decine di migliaia di tessere, decine di migliaia di nomi e di persone fortunatamente ancora tutte vive anche se nemmeno lontanamente militanti. E poi vota solo chi si presenta ai congressi.

Tutto è pronto per la sua kermesse e state certi che oltre alla Lega, facile bersaglio, prenderà ancora le distanze da Berlusconi, resusciterà la destra sociale, attaccherà Monti, serrerà i ranghi dei suoi pochi fedelissimi al parlamento promettendo e ripromettendo perché saranno le comunali del 2013 a sancire la sua rinascita o la sua fine politica. Non mancheranno soldi e sostegno per questa battaglia. Quello che gli mancherà sono invece i quattrini per qualche misura demagogica, per qualche contentino al popolo, alla Chiesa, a Comunione e Liberazione, alle parrocchie, alla comunità ebraica ecc. Per gli imprenditori invece i giochi sono fatti con le circa 40 delibere destinate all'urbanistica. Per il momento promette e ripromette, sfan….do l'impresentabile Bossi, e affila le armi per la sua grande rentrée politica.    

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