Altre “spine” a Bufalotta e Tiburtino

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Il citato intervento del dott. Fortuni della Ragioneria del Campidoglio nel corso della seduta della commissione trasparenza del Consiglio del 1° dicembre scorso riportata da Cinque Giorni, è parso a molti interessati, che ci hanno scritto, fuorviante. Infatti i piani economici non sarebbero mai stati esaminati dalle banche  perché, ci dicono, «non ne sono capaci». E allora da chi avrebbero dovuto essere esaminate le successive varianti in aumento di spesa dei vari Punti Verdi Qualità? A quanto ci risulta dal 10° Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione Civile. Specificamente dall'ufficio Valorizzazione Aree Verdi, diretto dal 2008 dall'architetto Stefano Volpe "Responsabile Unico del Procedimento dei Punti Verdi Qualità”. Ci scrivono ancora che «al Comune da sempre è mancata una programmazione degli impianti sportivi tanto che uffici diversi realizzavano nello stesso quadrante impianti simili».

Questi lettori ci segnalano infine che per i punti verdi realizzati «sofferenze reali e non pretestuose ce ne sono ben poche». Meglio così, si rassicurino i cittadini. Ma meno rassicuranti sono sicuramente le situazioni di alcuni Pvq in fase di realizzazione. Dopo lo stranoto caso del Parco Feronia prendiamo altri due esempi. Il primo riguarda i "Prati verdi della Bufalotta". Qui dai documenti in nostro possesso risulta che il primo stralcio funzionale era stato realizzato, se non fosse che il II e III stralcio dovevano essere conclusi già nell'aprile 2008, mentre «tale inadempienza sommata al mancato pagamento di alcune rate di preammortamento pone in grave pregiudizio l'Amministrazione Capitolina». Guai in vista per il Comune anche perché fra il concessionario di quel Pvq ed il costruttore Cogeco è in corso un contenzioso per il mancato pagamento di opere per circa 2 milioni di euro. Pur ammettendo che le parti si accordino per finire la copertura mobile, la palestra, due campi di calcetto, l'alloggio del custode, il ristorante, il beauty center ed il centro benessere, gli uffici comunali pochi mesi fa non escludevano la possibile revoca della convenzione con il concessionario.

Anche il Pvq "Tiburtino Sud" non naviga in acque migliori. In questo caso, per farla breve, i lavori non sono ultimati e manca il pagamento di numerose rate di quel mutuo garantito con fideiussione dal Comune al 95%. Certo, qui parte dell'area prevista nel bando risulta indisponibile (non ci potevano pensare prima?), ma anche in questo caso si paventa la revoca della concessione. Ora il problema non è tanto quello di distinguere i Pvq cattivi da quelli buoni, gli adempienti dai morosi, il punto di trasparenza sta nell’obbligo del Campidoglio di fornire all’opinione pubblica un quadro completo della situazione dei Punti Verdi per far comprendere ai contribuenti i rischi che l’amministrazione corre per gli impegni fideiussori assunti dal Comune con Bcc e Credito Sportivo. E non fra due anni quando magari il governo della Capitale sarà cambiato, ma subito.

Giuliano Longo