Tavolino selvaggio al Pantheon. Il minisindaco Corsetti: Mi dimetto

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Impossibile impedire il "tavolino selvaggio" in centro storico: il presidente del Municipio I Orlando Corsetti dà le dimissioni. «Questa mattina (ieri n.d.r.) piazza della Rotonda era nuovamente invasa dalle occupazioni di suolo pubblico abusive rimosse nei giorni scorsi.  – spiega il minisindaco – Per questo ho immediatamente chiesto un intervento di rimozione emanando anche una specifica direttiva che prevede tra l'altro la chiusura per tre giorni delle attività commerciali interessate. Ad ora la mia direttiva è rimasta disattesa a causa del mancato supporto organizzativo e tecnico necessario a ripristinare la legalità nella storica piazza. Di fronte a questo grave atto di ostruzionismo che mi impedisce di garantire il rispetto delle norme, la sicurezza e il decoro di questo territorio  – annuncia infine Corsetti – mi vedo costretto a rassegnare le mie dimissioni da presidente del Municipio Roma Centro Storico».

La decisione arriva all'indomani della riunione tra l'assessore capitolino al commercio Davide Bordoni, le associazioni di categoria, la polizia di Roma Capitale e lo stesso presidente di Municipio Orlando Corsetti con la quale si era stabilito di rimuovere tutti i tavolini, dehors e caloriferi installati sul suolo pubblico abusivamente. Provvedimento che, secondo Corseti, nei fatti non è stato realizzato lasciando il suo municipio in balia di strutture che lo deturpano. Il consigliere capitolino Pd Athos De Luca rincara la dose attaccando apertamente il sindaco Alemanno. «Non è più sostenibile – spiega – che di fronte ad una azione del Municipio I per riportare sicurezza e decoro nelle più belle piazze del centro storico di Roma, il Campidoglio faccia “resistenza passiva” lasciando solo il Municipio e tollerando l’inerzia dei vigili urbani chiamati a far rispettare le regole».

La Fipe – Confcommercio Roma di fronte alla presa di posizione di Corsetti ha preso le difese dei commercianti. «Corsetti doveva sapere che con un atteggiamento caratterizzato dall’assenza di dialogo e di concertazione con le categorie si sarebbe arrivati prima o poi a questa situazione – dichiara in una nota il presidente Nazzareno Sacchi – tanto più che questa situazione è stata causata dall’inerzia degli uffici amministrativi preposti ad accogliere le richieste degli esercenti formulate secondo le prescrizioni delle delibere capitoline. Nonostante tutto  – conclude il presidente dell'associazione di categoria – abbiamo già assicurato alla presenza dell’assessore Bordoni e dello stesso Corsetti la nostra piena disponibilità ad adoperarci per una soluzione di tutti i problemi che riguardano l’attività dei pubblici esercizi nella sua interezza, compresa, ovviamente, anche la questione dell'occupazione suolo pubblico».

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