Il terzo patto per “Roma Sicura”

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Il terzo "Patto per Roma sicura" è stato firmato ieri dal prefetto Pecoraro con il sindaco Alemanno, il presidente Zingaretti e la presidente Polverini, alla presenza del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri. «L'aggravarsi della congiuntura economica –  si legge nel documento  – ha avuto ripercussioni negative anche sul tessuto economico di Roma e Provincia, con ciò favorendo sia i rischi di tentativi di penetrazione nel territorio di organizzazioni criminali, sia l'incremento di attività delittuose quali il traffico di sostanze stupefacenti, le estorsioni, l'usura, il riciclaggio ed altri reati connessi».  Un allarme più che giustificato in una città con il poco invidiabile record di 36 omicidi sino ad oggi e l'aumento di reati per droga e sequestri di immobili riconducibili ai clan. Si tratta allora di mettere mano al già magro portafoglio per coadiuvare le forze dell'ordine già duramente impegnate.

Quindi per il  2012 Comune e Regione verseranno  un milione a testa e la Provincia 400mila euro. Esattamente il triplo di quanto il Comune ha speso per le luminarie di Natale. I punti più significativi dell'ennesimo Patto firmato ieri  pomeriggio a Palazzo Valentini riguardano in primo luogo la distribuzione  di alcuni presìdi già esistenti e l'apertura di nuovi commissariati e stazioni dell'Arma nelle zone periferiche più rischiose. Cioè Castelverde, Tor Bella Monaca e Infernetto. A tal fine il sindaco Alemanno, Zingaretti e Polverini individueranno gli immobili da concedere alle forze dell'ordine gratuitamente. Verrà poi istituito un osservatorio per il monitoraggio delle  compravendite di società e  delle imprese ritenute più appetibili per la criminalità organizzata; ad esempio ristorazione, abbigliamento e concessionarie di auto. Infine municipio per municipio verranno segnalati fenomeni di criminalità, disordine urbano ed episodi di vandalismo che tracceranno  una mappa per capire come si muove e agisce la piccola e la grande criminalità. Queste informazioni dovrebbero confluire in un unico database per orientare l'attività delle forze dell'ordine sul territorio.