Real Fettuccina-Comune di Roma tre a zero

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Sembra incredibile, ma anche la Real Fettuccina, non stiamo scherzando, associazione sportiva dilettantistica riesce a dare grossi guai al Comune di Roma, non certo per problemi gastronomici, ma per aver vinto l'ultimo dei due successivi ricorsi al Consiglio di Stato. La vicenda ha inizio con una sentenza del Tar del 30 ottobre 2007 che accoglieva il ricorso della Real Fettuccina contro il Comune di Roma e nei confronti della società sportiva dilettantistica Due Ponti per l'aggiudicazione di un impianto sportivo comunale nel parco Tor di Quinto, proprio a ridosso del vecchio poligono di tiro e su un'area di 30.000 metri quadri. La Due Ponti aveva vinto la gara, ma la Real si era classificata terza contestando, immediatamente dopo, la "mancata predeterminazione dei sotto criteri di valutazione delle offerte". Insomma la gara non era ritenuta da uno dei tre ricorrenti regolare e quindi la Real Fettuccina chiedeva che venisse rifatta con una commissione rispettosa dei criteri di imparzialità. Di fronte alla decisione del Tar, che accoglieva il ricorso della Real, il Comune e la Due Ponti ricorrevano al Consiglio di Stato il 21 maggio del 2010. Questo assegna 60 giorni per dare esecuzione alla precedente decisione del Tar, disponendo la nomina di un commissario ad acta in caso di "ulteriore inerzia dell'Amministrazione".

Il 9 giugno dello stesso anno viene ripetuta la gara che finalmente la Real si aggiudica, senza la partecipazione della Due Ponti. Fine della storia direte voi, ma non è così perché, scusate il bisticcio, la fettuccina non demorde e ricorre nuovamente al Consiglio di Stato per obbligare il Comune a rendere fisicamente disponibile l'impianto sportivo. Ovvio, direte voi, se a tutt'oggi l'impianto non fosse ancora occupato da altri. Così il 21 novembre di quest'anno il Consiglio decide che se il Campidoglio non sgombera subito sarà costretto a pagare alla Fettuccina 300 euro al giorno, che è pur sempre una bella sommetta per una piccola società sportiva. Perché allora cacciare dalle tasche dei contribuenti quasi 110mila euro l'anno? Non sarebbe meglio cacciare invece gli occupanti abusivi? E qui le voci si rincorrono e parlano di un interessamento speciale del consigliere delegato allo sport Cochi, che su quegli impianti ci avrebbe anche piazzato, oltre alla società sportiva Boreale, anche e soprattutto le attività sportive del Trifoglio-Popolo della Vita, noto movimento antiabortista e sicuramente parte di quella destra sociale tanto cara anche al sindaco. Non è detto che la storia finisca qui, perché a quanto pare la Fettuccina potrebbe non accontentarsi di una spolveratina di parmigiano a 300 euro al giorno, manco fosse tartufo.

G.L.