Manovra: sindacati, in piazza per dire che “la battaglia continua”

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Cgil, Cisl, Uil e Ugl di nuovo in piazza per protestare contro la manovra del governo Monti e per dire, unitariamente, che “la battaglia continua”. La consueta conferenza stampa di fine anno dei sindacati, infatti, si è svolta oggi in piazza Montecitorio, sede negli ultimi giorni del presidio unitario dei rappresentanti dei lavoratori.

“La partita non è chiusa. Se il governo pensa di andare dritto troverà degli ostacoli che lo porteranno a sbattere”. Così Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ricorda all'esecutivo di Monti che “considerare chiuso il capitolo sulla previdenza, è uno sbaglio”. “Provate a discutere e a confrontarvi con le parti sociali – prosegue Camusso – per costruire equità che nella manovra non c'è stata e di cui, invece, abbiamo bisogno”. 

er il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, “serve un patto sociale tra i sindacati e il governo con il sostegno dei partiti. Fuori da questa logica ci sono solo le corporazioni e le lobby. Il governo deve scegliere da che parte stare”. L'alta percentuale di tasse presente in manovra, per Bonanni, “crea le premesse per un'ulteriore recessione. Forse – aggiunge – ci vorrà un'altra manovra per tappare il buco che creerà questo decreto".

“Pensare di poter fare astrattamente scelte contro il sindacato è una grande illusione”, dice il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, precisando che “questa non è una minaccia. Lo voglio raccontare ai professori che non conoscono il Paese nella sua realtà perché hanno vissuto nelle università e poco nei mercati e nelle fabbriche”. La manovra, prosegue Angeletti, salva “solo il 10% degli italiani: i ricchi e i potenti che parlano attraverso i giornali e che hanno la forza di affermare la loro posizione” ma questo “non salva l'intero Paese”. “Fondamentali”, secondo il leader della Uil, sono “crescita e riforma fiscale”. “Se il governo sarà così sciocco e presuntuoso da non raccogliere la nostra sfida il 2012 sarà negativo come ci aspettiamo, ma siamo ottimisti e speriamo che la ragione prevarrà”.

Secondo il leader dell'Ugl, Giovanni Centrella, “questo esecutivo è peggio di un governo politico. Doveva avere il coraggio di fare la patrimoniale, non ha mantenuto fede a quello detto al momento di insediarsi. Proseguiremo la mobilitazione fino a che non capiranno che il Paese è stanco di subire vessazioni”.