Governo: domani Cdm su crescita, Berlusconi teme il rischio recessione

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Il premier Mario Monti è tornato a Roma. Domani presiederà il Consiglio dei ministri e giovedì terrà la tradizionale conferenza stampa di fine anno del capo del governo. Monti è intenzionato a porre all'ordine del giorno la fase due della manovra, quella che dovrà occuparsi della crescita dopo aver avviato il risanamento economico. Secondo le indiscrezioni, il presidente del Consiglio presenterà un pacchetto di proposte che dovrebbe essere approvate entro novanta giorni.

Il governo resta tuttavia preoccupato per il differenziale fra i Btp decennali italiani e i bund tedeschi che prima della pausa natalizia è restato intorno a quota 500 e oggi continua a salire (al momento è a 516 punti). Anche i primi dati sui consumi natalizi indicano un forte calo, collocando il Natale 2011 come il peggiore degli ultimi dieci anni in questa classifica.

Enzo Moavero Milanesi, ministro delle Politiche comunitarie, ritiene che “le misure per la crescita verranno adottate non necessariamente in un unico pacchetto, ma in una progressione di diversi interventi”. A questo proposito, lo scorso 23 dicembre Monti ha incontrato separatamente i leader dei partiti a Palazzo Chigi per avere il via libera sulla fase due della manovra manifestando l'intenzione di riaprire il dialogo con le parti sociali, a iniziare dai sindacati che restano molto critici sulla manovra approvata, in particolare sulla riforma delle pensioni. Primo tema da affrontare è quello delle liberalizzazioni che dovrebbero riguardare farmacie, taxi, carburanti, gas, servizi postali e servizi pubblici locali. Alcune di queste liberalizzazioni erano presenti nel testo originario della manovra ma poi sono state rinviate per la ferma opposizione delle categorie interessate.

Per quanto riguarda la riforma del mercato del lavoro, il governo avrebbe deciso di non riproporre l'abolizione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che suscita la ferma opposizione dei sindacati e del Pd. Gli interventi dovrebbero perciò riguardare innanzitutto il cuneo fiscale, cioè la differenza tra quanto le aziende pagano per le retribuzioni e ciò che poi finisce realmente nelle tasche dei lavoratori. Secondo i dati dell'Ocse, in Italia l'onere fiscale sui salari è tra i più alti in Europa. Elsa Fornero, ministro del Welfare, ha in particolare allo studio la possibilità di istituire un contratto non precario e unico per i giovani che entrano nel mercato del lavoro. Il nuovo contratto dovrebbe prevedere una iniziale bassa retribuzione che dovrebbe poi aumentare in relazione alla produttività e all' anzianità. Una riforma d hoc dovrebbe investire gli ammortizzatori sociali, dalla cassa integrazione alla mobilità. Sul problema delle infrastrutture, si dovrebbe istituire dal primo gennaio 2012 l'Agenzia per le infrastrutture stradali e autostradali in modo da velocizzare il varo delle grandi opere che potrebbero aiutare la crescita economica.

Silvio Berlusconi, in una telefonata fatta ieri alla comunità Incontro di don Pierino Gelmini, ha intanto confermato la sua preoccupazione per il rischio recessione che sarebbe causato dall'aumento delle tasse previsto dalla prima tranche della manovra: “Noi fino all'estate scorsa abbiamo sempre tenuto i conti in ordine tagliando le spese invece di alzare le imposte. Ma la soluzione non dipende da noi né dal governo nazionale, ma dall'Europa”. L'ex premier, annunciando di essere “sempre in pista” e di non rinunciare all'impegno politico, giudica positivo lo stato di salute del Pdl: “Voglio ricordare a noi stessi che siamo sempre il partito di maggioranza in Parlamento e che i sondaggi ci danno in forte, anzi fortissima, ricrescita perché gli italiani sono preoccupati”.

Berlusconi è pure tornato a riproporre una riforma istituzionale non ponendo limiti all'azione dell'attuale governo: “Abbiamo bisogno di un grande cambiamento, di una grande riforma dell' architettura istituzionale per potere rendere governabile il nostro paese. Se riusciremo a farlo in questo tempo che ci divide dalla fine della legislatura, potremo veramente dire che abbiamo fatto qualcosa di importante”. L'ex presidente del Consiglio ha chiuso il suo intervento con l'annotazione su uno dei processi che lo vedono imputato: “Mi sento molto sollevato per il riconoscimento dell'avvocato Mills riguardo ai 600 mila dollari. Secondo me, la sua testimonianza conclude questa vicendà'. L'avvocato inglese David Mills, già condannato per corruzione in atti giudiziari, nell'ultima udienza del processo riguardante Berlusconi ha detto di essersi inventato l'episodio dei soldi pagati dai vertici Fininvest per ottenere testimonianze reticenti nel processo in cui l'azienda era accusata di aver corrotto alcuni esponenti della guardia di finanza.