Saldi, Adoc: saranno flop, calo vendite del 30%

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"I prossimi saldi invernali al via dal 5 gennaio 2012 saranno un flop secondo l’Adoc, che prevede un calo delle vendite del 30% rispetto allo scorso anno e una spesa in ribasso del 21%". Così in una nota l'Adoc.
“Stimiamo un calo delle vendite dei saldi pari al 30% rispetto allo scorso anno – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – e una spesa in ribasso del 21%, il budget non supererà i 90 euro a persona. Le vendite di calzature (-25%) e abbigliamento di media-bassa qualità (-35%) saranno un vero e proprio flop, anche l’abbigliamento di alta qualità avrà segno negativo, il calo previsto è del 7%. Solo l’abbigliamento sportivo riesce a contenere i danni, perdendo solo il 2%. I saldi seguono l’andamento delle vendite prenatalizie, che hanno registrato un calo del 28%, per la prima volta sono calati anche gli outlet (-6%) e i centri commerciali (-8%), sono andati bene solo mercatini (+5%) e E-Commerce (+13%). Tanto che a farla da padrone a Natale sono stati i regali di seconda mano. Quest’anno un regalo su tre è stato riciclato, il 15% è stato addirittura fai-da-te. Cresciuti del 10% anche i baratti. Se il Natale è stato magro, i saldi saranno magrissimi". Secondo l’Adoc i saldi pagano la miopia dei commercianti.
“Siamo l’unico Paese occidentale a far iniziare la stagione dei saldi col nuovo anno, mentre altrove, dagli Stati Uniti all’Inghilterra, i saldi iniziano a ridosso o subito dopo le festività natalizie. Senza questo ostracismo verso l’inizio anticipato probabilmente gli incassi potrebbero essere superiori a quanto registrato – continua Pileri – ed è inspiegabile che i commercianti non vogliono anticipare i saldi ma applicano e incentivano l’assurdo fenomeno delle promozioni prenatalizie. Un negozio su due le ha fatte, beffando i consumatori dato che i saldi devono riguardare solo prodotti della stagione in corso mentre per le promozioni questa norma non è applicabile. In questo modi si truffano i consumatori. Pertanto è opportuno e necessario cambiare la normativa al riguardo. Ad ogni modo, per prevenire il cliente da odiose 'bufale', l’Adoc pubblica il decalogo di consigli anti-truffa, valido supporto nella scelta d’acquisto migliore. Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono sostituire. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Ma la grande novità è che non c’è più bisogno, come stabilito dall’art. 1495 del cod. civ., di denunziare 'i vizi al venditore entro otto giorni dalla scoperta'. Il D.lgs n. 24/2002 ha stabilito, infatti, che il consumatore deve denunciare 'al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto'. Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce 'Saldo' deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. E' improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori. Girate. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi. Consigli per gli acquisti. Cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti. Diffidate degli sconti superiori al 50%, spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi. Un commerciante non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto. Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto. Negozi e vetrine. Ricordate che sulla merce è obbligatorio il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto 'in modo chiaro e ben leggibile' (Dlg n. 114/98). Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla 'nuova'. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce. Prova dei capi: non c’è l’obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati. Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito (o bancomat), il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi. Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi all’Adoc oppure all’Ufficio Comunale per il commercio o ai Vigili Urbani".