Acea, piccoli azionisti: giudice ordina riconsegnarci chiavi stanza assegnataci

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"I piccoli azionisti Acea spogliati, a giugno scorso, con un “comportamento illegittimo” della stanza assegnatagli per gli scopi e le attività previste dalle normative vigenti, riprenderanno da gennaio 2012 la loro attività nella Sede Acea di piazzale Ostiense. Il giudice Vallili del Tribunale di Roma, ha accolto il ricorso presentato dall’APA (Associazione Piccoli Azionisti) e ha disposto “la consegna – al presidente e legale rappresentante – delle chiavi della nuova serratura”, proditoriamente montata 7 mesi fa. E il direttivo dell’Associazione ha deciso d’attivarsi immediatamente per recuperare il tempo perduto". Così in una nota l'Associazione Piccoli Azionisti Acea S.p.A.

"C’è voluta la decisione del tribunale perché a nulla sono valse le proteste del presidente del Coordinamento Nazionale Bruno Tabacci e delle Organizzazioni Sindacali Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil, che hanno manifestato la loro ferma contrarietà e protesta per le iniziative assunte dall’azienda nei confronti dell’Associazione dei Piccoli Azionisti, bloccandone l’accesso nella stanza in cui si svolgono le attività di coordinamento, informazione e supporto ai dipendenti-azionisti e non solo. A nulla è servita la qualifica di lavoratore Acea che contemporaneamente è piccolo-proprietario, prestatore d’opera e perciò stesso soggetto tutelato doppiamente dagli articoli 46 e 47 della Costituzione italiana – si legge nel comunicato – A nulla è servito il richiamo dei Sindacati 'che l’Apa e le Organizzazioni Sindacali sono la massima espressione –nel rispetto degli specifici ruoli- della valenza sociale e democratica degli apporti positivi che provengono dai lavoratori del gruppo Acea'. A nulla è servita la lettera dell’Apa inviata al Sindaco di Roma che lo invitava ad intervenire per 'bloccare' quanto stava accadendo, né l’interrogazione presentata da Consiglieri Comunali in Campidoglio. Inascoltata, anche la sorpresa-appello dell’onorevole Bruno Tabacci, dopo il “Recepimento della direttiva 2007/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 luglio 2007, relativa all’esercizio dei diritti degli azionisti di minoranza delle società quotate”, (approvato dal Parlamento italiano a gennaio 2010), per una atto volto a tarpare i diritti acquisiti ormai da quasi dieci anni dall’Apa-Acea.

Oggi, l’Apa, “detentrice qualificata” della stanza assegnatagli dall’ex-municipalizzata, quotata in borsa e controllata dal Comune di Roma con il 51% del capitale, ringrazia per il sostegno espresso dai Sindacati Aziendali e dai dipendenti-azionisti e da coloro che hanno biasimato l’atto arrogante messo in atto per estrometterla dal normale contesto d’attività. L’Apa infine confida che nelle sedi responsabili maturi un sano principio di 'tutela delle minoranze' e che non si ripetano più atti che tendano a soffocare il libero esercizio della difesa dei piccoli risparmiatori che, malgrado tutto, ancora contribuiscono attivamente, con una partecipazione qualificata, professionale ed etica rivolte alle sorti della società dei servizi pubblici (acqua-energia e ambiente) più importante della Capitale".