Lavoro: Cgil, Cisl e Uil chiedono un piano, Monti avvia il dialogo

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La riapertura di Camera e Senato è prevista per martedì 10 gennaio. La ripresa dei lavori parlamentari dovrebbe precedere il primo pacchetto di provvedimenti che il governo intende varare per favorire crescita e sviluppo (sono previsti per la seconda metà di gennaio). Intanto è il problema occupazione a rendere tesi i rapporti tra esecutivo e sindacati. Quest'ultimi lanciano un appello congiunto al governo affinché vari un piano straordinario per il lavoro che affronti il rischio di un aumento della disoccupazione nei prossimi mesi ed eviti il crescere di tensioni sociali. Sono infatti negative le prime previsioni economiche sul 2012. La recessione in atto potrebbe far precipitare i livelli occupazionali.

“Lavoro, il vero augurio per il 2012, buon anno!”, è il messaggio che Susanna Camusso, segretaria della Cgil, lancia da Twitter per il nuovo anno. Poi prosegue: “C'è un rischio reale di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi. Un rischio da contrastare con un piano per il lavoro, la vera emergenza”. La leader della Cgil fa una previsione: “La recessione avrà un impatto duro su occupazione e redditi. C'è quindi il rischio che cresca il conflitto sociale con l'aumento delle disuguaglianze. I binari per la crescita sono la coesione sociale e territoriale, ma c'è bisogno di strategia e di politica. Non basta il mercato”. Da qui l'appello rivolto all'esecutivo: “Il professor Monti è disponibile a condividere strategie e politiche? Se lo è, noi faremo come sempre la nostra parte. Per la coesione sociale occorrono condivisione, equità nei sacrifici e nei benefici. Non il rigore cieco e l'aumento delle disuguaglianze”. Camusso segnala come priorità gli investimenti nel Mezzogiorno per lo sviluppo e per l'occupazione per contrastare lavoro nero e assistenzialismo insieme a un piano per i giovani che preveda formazione, lavoro stabile e qualificato, retribuzione giusta e previdenza adeguata.

“Il discorso franco e di alto profilo del presidente della repubblica Napolitano è un incoraggiamento per il sindacato a proseguire su una linea riformatrice di accordi tra le parti sociali per stimolare la crescita e la stabilità dell' occupazione, con aumenti del salario legati alla maggiore produttività“, dichiara Raffaele Bonanni. Il segretario della Cisl si augura che il governo accompagni il necessario processo di riforme del lavoro senza forzature e atti unilaterali. Conclude Bonanni: “Solo con la concertazione e il dialogo sociale si possono affrontare i problemi gravi del paese. Ma, come ha ricordato il capo dello Stato occorre soprattutto equità nel rigore, a cominciare proprio da una riforma fiscale che faccia finalmente pagare tutti i cittadini italiani in base ai guadagni effettivi e ai reali patrimoni immobiliari e mobiliari”.

Che i sindacati siano tornati uniti lo dimostrano le parole di Luigi Angeletti, segretario della Uil, che ai microfoni di Sky Tg24 sottolinea: “C'è il rischio di andare verso una fase di recessione e quindi di riduzione dei posti di lavoro. Questo è il problema su cui concentrarsi partendo dalla riduzione delle tasse sul lavoro, dell' evasione fiscale e dei costi della politica”. Il premier Mario Monti, in una telefonata ai tre leader sindacali, ha confermato – si fa sapere da Palazzo Chigi – che l'obiettivo del governo è quello di ricercare la massima intesa sui temi del lavoro e dell'occupazione ma entro tempi brevi, tenendo conto che la situazione determinata dalla crisi economica chiede interventi urgenti e innovativi.

Un monito a evitare tensioni sociali viene anche dal cardinale Angelo Bagnasco a margine dell'incontro che ha avuto ieri con la Comunità di Sant'Egidio, in occasione della Giornata mondiale della pace: “Spero che le tensioni non si coagulino, se ci mettiamo insieme nello sforzo e nella fatica di costruire dei ponti nuovi, di cambiare mentalità su certe cose e creare più coesione, sia nel lavoro, sia nella società, a tutti i livelli”. A preoccupare in particolare i sindacati sono i dati diffusi dal Ministero dello Sviluppo economico, secondo i quali i tavoli di crisi aziendali aperti presso lo stesso Ministero mettono a rischio nell' immediato 30 mila posti di lavoro in caso di una mancata soluzione positiva delle vertenze in atto. Un esito negativo di tali negoziati potrebbe poi ripercuotersi su 300 mila lavoratori, tenendo conto dell' indotto delle imprese coinvolte negli stati di crisi. Nella conferenza stampa del 29 dicembre, Monti aveva precisato che la riforma del mercato del lavoro “sarà oggetto di un negoziato rapido perchè non ci è dato di lavorare con calma”. La scadenza prevista è entro il prossimo 23 gennaio, quando si riunirà a Bruxelles l'Eurogruppo formato dai ministri dell'Economia e delle Finanze degli Stati dell'Unione europea che hanno adottato l'euro. All'ordine del giorno i temi dell' occupazione e dello sviluppo.