“Via Almirante”, Alemanno ci riprova

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Via Almirante. Non un auspicio antifascista ma il devoto tentativo – l’ennesimo – del sindaco Alemanno di intitolare una strada allo storico leader del Movimento Sociale Italiano, Giorgio Almirante, ex repubblichino ed ex collaboratore della rivista “La difesa della razza”. Ed è scontro nella Capitale.

Netta e inequivocabile è arrivata la presa di posizione dell’Associazione Nazionale dei Partigiani di Roma che ha invitato “fermamente il sindaco Gianni Alemanno a ritirare la proposta di intitolare una strada a Giorgio Almirante”. Per l’Anpi “È raccapricciante a 73 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali fasciste che venga avanzata tale proposta. Almirante fu il segretario di redazione della rivista “La difesa della razza” (quindicinale che tra il 1938 e il 1943 fu l’espressione più diretta del razzismo del regime fascista), caporedattore del “Tevere”, periodico distintosi per una campagna antiebraica già prima delle leggi razziali, e uno dei firmatari de “Il manifesto della razza”, che aprì la strada alla legislazione razziale in Italia. Inoltre aderì e sostenne convintamente la Repubblica Sociale di Mussolini, che incarcerò, fucilò e deportò gli oppositori politici e i partigiani che combattevano per la libertà, firmando lui stesso ordini di fucilazione di partigiani e patrioti, e fu complice delle deportazioni degli ebrei da parte dei nazisti”. “Non esistono dunque le condizioni – secondo l’Anpi Roma Lazio – per intitolargli una strada, ancor di più a Roma, città Medaglia d’Oro per la Resistenza, che fu tragico teatro della più grande deportazione di ebrei italiana, quella del 16 ottobre 1943”. Dello stesso avviso l'Aned (associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti) di Roma che ha fatto sapere di ritenere « ripugnante che a 68 anni dalla deportazione politica di 330 cittadini romani, avvenuta il 4 gennaio 1944 verso il Lager di Mauthausen, e a 73 anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali fasciste venga avanzata la proposta di intitolare una strada a Giorgio Almirante».  

Una bocciatura condivisa anche da Andrea Catarci, presidente del Municipio XI: «Il nostro Municipio, che ospita sul proprio territorio luoghi cari alla memoria della città di Roma e del Paese tutto, come il Sacrario delle Fosse Ardeatine e Piazza Caduti della Montagnola non può consentire che Roma, Medaglia d'Oro per la Resistenza, possa ospitare una via intitolata a Giorgio Almirante. La denominazione di una strada o di una piazza deve poter fornire alle nuove generazioni un esempio, un modello di vita e di cittadinanza».

«Il sindaco Alemanno non è il sindaco di tutti i romani ma predilige solo una parte, quella a destra e a volte anche quella inquietante all'estrema destra – ha commentato Enzo Foschi, consigliere del Pd alla Regione Lazio – Non a caso, nella Parentopoli del Campidoglio targato Alemanno, sono stati favoriti molti ex estremisti di destra a partire da Stefano Andrini e l'ultimo gambizzato Francesco Bianco. Senza dimenticare il suo “ministro degli esteri” Mario Vattani beccato a inneggiare all'antisemitismo. Inoltre il monumento a piazza Vescovio dedicato a Francesco Cecchin e tutte le varie manifestazioni ad Acca Larentia o il supporto, anche economico, del Campidoglio nei confronti di Casa Pound. Questo ultimo strappo su via Almirante, fucilatore di partigiani, sostenitore del “manifesto della razza” antisemita, sarebbe l'ennesima rigurgito fascista di questo sindaco che ha il cuore a destra”. Amareggiato il consigliere comunale del Pd, Paolo Masini: «Speravamo che a gennaio, il mese della Memoria, fosse sufficiente la notizia su Vattani, che organizzava viaggi con i sopravvissuti ai campi di concentramento e nello stesso tempo era il leader di un gruppo nazirock legato a CasaPound. E invece oggi scopriamo un nuove tentativo di intitolare una strada a chi collaborò a “La difesa della razza” come segretario di redazione. Su questa rivista si occupò di far penetrare in Italia le tesi razziste provenienti dalla Germania nazista. È proprio vero che la toponomastica condivisa è una vera utopia quando il capo di una fazione si dimentica di essere il sindaco di tutti….». 

Di tutt’altro avviso, Luca Gramazio, capogruppo Pdl di Roma Capitale, che ha apostrofato come “rozzi, offensivi, davvero inaccettabili” gli interventi contro l’intitolazione di una strada ad Almirante. Per Gramazio “Non meritano altri appellativi gli sproloqui volgari di chi inizia il proprio anno politico nell’esasperata ricerca di visibilità”. 

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