Governo: dopo Bruxelles, Monti a Parigi per il vertice con Sarkozy

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Diverse indiscrezioni si sono diffuse ieri sul perché Mario Monti abbia deciso di partire a sorpresa per Bruxelles. Si è anche temuto che fosse stato convocato d' urgenza dai vertici europei per l'andamento negativo di Piazza affari e per lo spread dei titoli italiani rispetto a quelli tedeschi, restato per l'intera giornata oltre quota 500. Da Palazzo Chigi, per mettere fine alle indiscrezioni, si è infine precisato che Monti si era recato a Bruxelles per una serie di incontri informali sulla crisi che riguarda i paesi dell'Eurozona e che non accenna ad attenuarsi.

Monti è arrivato poco prima delle 18 nella sua abitazione privata a Bruxelles. Ai giornalisti che gli chiedevano le ragioni della sua visita a Bruxelles, il presidente del Consiglio ha replicato: “Io abito a Roma e a Bruxelles”. Monti è stato per quasi dieci anni commissario europeo e ha quindi risieduto abitualmente in questa città. Il presidente del Consiglio ha poi incontrato Ferdinando Nelli Feroci, ambasciatore italiano presso l'Unione europea, per fare il punto sui negoziati in atto sul nuovo trattato europeo. Oggi, come già annunciato, il premier sarà invece a Parigi per incontrare il presidente Nicolas Sarkozy e partecipare al convegno sul tema “Quale posto per l'Europa nel nuovo equilibrio internazionale” organizzato da Eric Besson, ministro dell'Industria francese. Al convegno parteciperanno anche Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico, e Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione europea. L'intervento di Monti è previsto intorno alle 15, 30, poi il premier si recherà all'Eliseo per il colloquio con Sarkozy. Alle 17, sempre all'Eliseo, è in calendario la conferenza stampa congiunta. Le questioni che verranno affrontate oggi nell'incontro con Sarkozy riguardano la preparazione dei prossimi appuntamenti europei, in particolare la riunione dell'Eurogruppo del 23 gennaio e quella del Consiglio europeo del 30 gennaio. Monti inizierà la sua giornata a Parigi con una colazione di lavoro con il primo ministro francese Francois Fillon.

Il governo italiano si presenta agli appuntamenti europei di gennaio con alcune proposte che riguardano il processo di riduzione del debito, il calcolo del deficit e gli stimoli alla crescita. Richieste su cui Monti conta di trovare la convergenza di Francia e Germania. Da qui l' importanza dell'incontro odierno con il presidente Sarkozy, a cui seguirà quello con la cancelliera tedesca Angela Merkel, già fissato a Berlino per mercoledì 11 gennaio. Il 18 gennaio Monti si riunirà con il premier britannico David Cameron a Londra. Si è inoltre appreso che il presidente del Consiglio sarà domenica sera, alle 20,10, ospite della trasmissione di Raitre “Che tempo che fa” condotta da Fabio Fazio. Mentre non sarà presente, come precedentemente annunciato, alla Camera al “question time” di mercoledì 11 a causa del concomitante impegno a Berlino per il vertice bilaterale tra Italia e Germania.

Un sostegno agli impegni europei del presidente del Consiglio è arrivato ieri dal presidente Giorgio Napolitano: “Penso che Monti, per la sua esperienza di governo europeo, ha tutti i titoli per poter porre le questioni che riguardano il modo di garantire rigore e crescita in Europa. Il decreto approvato dal Parlamento è la prova concreta di come l'Italia sia, anche dal punto di vista del debito pubblico, affidabile”. A preoccupare è il contesto economico in cui si svolgeranno le prossime riunioni dell'Unione europea. Ieri hanno chiuso in difficoltà tutte le Borse europee: Londra -0,78%, Francoforte -0,25%, Parigi -1,53%. Il record negativo è toccato a Milano con meno 3, 65%, dovuto in gran parte al meno 17% del titolo di Unicredit. Da lunedì prossimo riprenderanno intanto le consultazioni bilaterali affidate a Elsa Fornero, ministro del Welfare, in vista della riforma del mercato del lavoro che si vorrebbe annunciare già nel Consiglio dei ministri del 20 gennaio con all'ordine del giorno le misure per avviare crescita e sviluppo: liberalizzazioni, infrastrutture, sblocco dei fondi europei e dei cantieri delle grandi opere, semplificazione burocratica, accesso al credito. Dopo l'audizione già svoltasi con la Cgil, lunedì sono previsti i colloqui separati con i vertici sindacali di Cisl e Uil.