“Pagaroma”, a cena con Alemanno

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Paga Roma? Speriamo di no, se Gianni Alemanno ha sborsato di tasca sua i soldi per la cena di ieri sera all’omonimo ristorante dei Parioli. Da “Pagaroma”, dove Gianni Alemanno ha riunito tutti i suoi consiglieri e assessori nella riservata saletta del locale frequentato dalla “Roma che conta”. D’altra parte la creme del Campidoglio ben difficilmente si sarebbe attovagliata a Torre Maura, a San Basilio o Torpignattara dove peraltro c’è il rischio di beccarsi qualche proiettile vagante. E poi loro non sono più abituati a bazzicare le periferie. Oggi conta la politica spettacolo suggerita degli spin doctor (leggi Gigino Crespi). Il tutto in un tripudio di coni gelato luminosamente capovolti, fastose ed effimere luminarie tricolore, fuochi d’artificio e botti assassini con tanto di incontrollato e casereccio casino dell’ultimo dell’anno. Lustrini e patacche che hanno accompagnato queste festività dai consumi ridotti al minimo in contrasto con la smania spendereccia del sindaco. Qual è allora il senso recondito di questo convivio pariolino? Gianni deve spronare e compattare i fedeli per la Sua campagna elettorale che Lui ha lanciato un anno fa nel corso degli inutili e costosi Stati Generali di Roma, fra un rimpasto di giunta e l’altro, in futuro ancora possibili.

Le fila vanno rinserrate, la falange deve marciare compatta verso l’inevitabile vittoria garantita dai sondaggi in salita e da un’opposizione piuttosto anemica, ma molto “responsabile”e “di governo”. Così, fra una spigola e un fritto di paranza ordinati e garantiti dal trattore, innaffiati da vini bianchi di grande pregio, l’allegra compagnia ha finto che parentopoli sia finita nel dimenticatoio dei romani che stanno ingoiando senza fiatare l’aumento di tariffe e balzelli. Consiglieri e assessori hanno brindato al radioso futuro di Alemanno mentre in città le sparatorie e i morti ammazzati aumentano. In compenso s’incrementa l’abuso del territorio con 40 delibere urbanisti che compresa quella della CAM per l’abbattimento dei mercati, mentre qualche parcheggio sotterraneo viene abbandonato dopo aver tagliato alberi e bucato il sottosuolo come quello di via Albalonga. Meno male che fra una buca stradale omicida e l’altra, con una segnaletica spettrale quasi invisibile, molti punti verdi tirano dritto verso il fallimento caricando sul groppone del comune centinaia di milioni per mutui garantiti al 95%. Chissà se gli illustri convitati, fra i quali sicuramente il segretario del sindaco Antonio Lucarelli che di punti verdi qualità se ne intende alla grande, hanno parlato dell’emergenza abitativa dai costi stratosferici per alloggiare temporaneamente i poveracci, o magari del collasso del traffico e del trasporto pubblico.

Ma sicuramente i convitati di “Pagaroma” avranno brindato ai ricchi emolumenti con i quali hanno ricompensato, oltre che se stessi, amici, parenti e camerati, sulla base di logiche spartitorie inusitate anche per la casta di sinistra. Mentre cala il sipario sulle promesse di grandeur, sicurezza e benessere per la Capitale, Alemanno affina la sua macchina da guerra elettorale alla quale non mancheranno certo i fondi e dà il via all’assalto alla diligenza prima che i giochi si chiudano a un anno dalle elezioni. Anzi, qualcuno dei suoi seguaci, in uno slancio di interessato servilismo, propone che il sindaco possa candidarsi anche al parlamento in barba alla legge. Un utile paracadute per Alemanno che talora sembra non credere ai sondaggi che lo danno al top del gradimento, né alle graduatorie che vedono Roma in ripresa perla qualità della vita. Gianni metabolizza, pensoso, le bordate di fischi che lo accolgono ogni volta che esce dall’ufficialità per bazzicare la gente nei quartieri. Segno tutt’altro che rassicurante. Non si fida di nessuno; sotto sotto teme di perdere e con la sconfitta di sprofondare nelle nebbie oblianti di un Pdl in fibrillazione. Gianni certamente non ha condiviso con gli illustri convitati tali tormentosi pensieri, lì, al “Pagaroma”,dove tutti si sono auto-congratulati l’un l’altro fra sorrisi e facezie, ma con il cuore gonfio di tristi presagi.

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