Tpl, Regione-Atac: scontro sulla Roma Giardinetti

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Finora erano utenti di una ferrovia dimenticata da Dio, dalla Regione e dall’ATAC. Negli ultimi anni, infatti, il “trenino” che corre lungo via Casilina è stato sempre di più abbandonato al suo destino, segnato dall’avanzare dei lavori della nuova Metro C, che nel 2013– si spera – andrà a coprire lo stesso percorso. L’incertezza sul suo futuro – le ipotesi sul tavolo sono la riconversione in tramvia o la chiusura – hanno portato a un disinteresse sia da parte di ATAC sia della Regione stessa, con il Comune di Roma spettatore impotente. Nel 2010, complice una flotta di treni con un’età media di 56 anni, è andato perso il 6,82%delle corse previste, il peggior risultato tra le linee metro-ferroviarie gestite da ATAC.

Adesso però lo scontro tra la Direzione Trasporti della Regione Lazio e l’azienda di via Prenestina rischia di diventare incandescente. Dopo le parzializzazioni del servizio dell’agosto scorso e dopo quella del 31 ottobre, la Regione ha chiesto conto ad ATAC delle ragioni del disservizio, ottenendo dal Direttore d’Esercizio metro-ferroviario dell’azienda, Giovanni Battista Nicastro, risposte a dir poco sorprendenti. Con una nota del 20 settembre, Nicastro ha motivato i disservizi del 24 e 28 agosto con il limitato numero di agenti di movimenti in servizio durante le due giornate. Una risposta che la Regione ritiene comprensibilmente inaccettabile, specie dopo aver appreso – non dalla Direzione Esercizio di ATAC ma dal Dirigente della Stazione di Centocelle – che la limitazione del servizio del 31 ottobre scorso era originata da “mancanza di personale di stazione”.

Due motivazioni ritenute inaccettabili, e che hanno portato la Regione a censurare con la durissima lettera che riportiamo in pagina, la violazione del Contratto di Servizio. Una vera e propria tegola per ATAC e per Nicastro, che adesso dovranno trovare risorse umane da dirottare sulla Roma – Giardinetti, proprio mentre sta per aprire la diramazione della Linea B tra piazza Bologna e piazza Conca d’Oro. L’alternativa sarebbe di invischiarsi in un contenzioso durissimo, che apparentemente vedrebbe la Regione (che ha già tagliato i fondi per le ferrovie concesse per il 2012 per 10 milioni di euro) con il coltello dalla parte del manico.

Infatti, il Contratto di Servizio tra ATAC e Regione Lazio è scaduto da tempo, e l’azienda lavora in regime di proroga. In caso di gara, a gestire le tre ferrovie concesse (Roma -Lido, Roma –Viterbo e Roma – Giardinetti) potrebbe arrivare qualche outsider di lusso come Ferrovie o NTV, entrambe desiderose di espandersi nei trasporti locali. Se si dovesse verificare uno scenario simile, si tratterebbe di un vero smacco per ATAC, che però potrebbe parzialmente consolarsi con l’aumento di personale disponibile per le due metropolitane e con la possibilità di riadattare i 6 modernissimi treni CAF, attualmente destinati alle ferrovie concesse, per l’uso sulla Metro B.

Valerio Fiorentino