Opposizione all’attacco sui Punti verdi

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La vicenda del Punto verde qualità "Parco di Spinaceto" raccontata ieri da "Cinque giorni" non è passata inosservata e ha subito suscitato le reazioni del mondo politico. Spiccano le parole dei consiglieri Valeriani del Comune e Foschi della Regione Lazio che denunciano attorno alle numerose vicende sulla gestione di questi spazi verdi cittadini l'esistenza «di un vero e proprio sistema collaudato che il Comune di Roma è oggi chiamato ad affrontare, chiarendo i punti che riguardano le sue strette responsabilità».

Per i due consiglieri d'opposizione in Comune e Regione infatti «non è più possibile oramai parlare di singole e isolate vicende» sul fronte dei Punti verdi qualità, mentre denunciano, dopo l'ultimo articolo pubblicato ieri da "Cinque Giorni", la presenza di «nuovi elementi di preoccupante proliferazione anche nel Punto verde di qualità di Spinaceto. E dopo gli imbrogli e gli intrecci emersi in quello di via Feronia, per il quale il Comune è stato costretto ad inviare le carte alla Procura di Roma per le evidenti illegalità, oggi sembrano affiorare inquietanti parallelismi e dinamiche in quello di Spina-ceto».

In particolare, hanno spiegato Foschi, vicepresidente della commissione Sport alla Regione Lazio e Valeriani, presi-dente della commissione Trasparenza al Comune di Roma «a lasciare perplessi sono gli intrecci proprietari e le modalità alquanto insolite e inopportune con le quali anche il Comune di Roma sembra aver favorito queste pratiche.

Dall’affidamento della concessione a un imprenditore reduce da un fallimento che, però, aveva lavorato con il compagno del vicesindaco di Roma, Sveva Belviso – hanno dichiarato i consiglieri Pd – al fatto che con un semplice atto dirigenziale è stato sia possibile modificare il perimetro dell’area sia conferire la concessione di un bene pubblico, mentre il mercato rionale magicamente si sposta senza neanche il parere del dipartimento urbanistica».

Secondo i due politici poi «i costi sono lievitati di 800 mila euro rispetto al preventivo iniziale di 1,6 milioni di euro per realizzare strutture non previste dal progetto. Ma non è tutto, Basti pensare che i controlli del comune di Roma sullo Stato di avanzamento lavori vengono eseguiti praticamente in famiglia da una commissione composta da tre membri collegati a vario titolo, chi è convivente chi ex collega di università al responsabile unico di procedimento per il Punto Verde Qualità».

Mentre l'opposizione continua a chiedere chiarezza, dal centrodestra nessuna risposta precisa, tranne un secco comunicato di smentita sul ruolo del compagno del vice sindaco:  «In merito a quanto dichiarato in una nota dai consiglieri Foschi e Valeriani, si precisa che il marito del vice sindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, non conosce né tanto meno ha mai avuto alcun rapporto lavorativo con imprenditori di Spinaceto impegnati nella realizzazione dei Punti verdi qualità».