L’ascesa (in tv) della bella Sveva

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La bella Sveva buca lo schermo, certo nell’adempimento dei suoi doveri istituzionali e di fronte ad eventi tragici quali l’omicidio di Torpignattara, ma è innegabile che la presenza della vice sindaco Belviso due volte in Rai a Uno Mattina, poi a Mattina in Famiglia e ancora in Rai nelle trasmissioni pomeridiane e su tutti i tg regionali del momento, possa suscitare qualche gelosia.

Sveva sta ormai battendo i primati che furono della pur frizzante e telegenica ex ministrina della gioventù Giorgia Meloni, caduta ormai nell’oblio e negli archivi televisivi forse per l’assoluta insignificanza del suo ministero che niente ha concluso. Sveva invece rimonta negli ascolti, fa share non solo per l’innegabile bella presenza, ma per quello stile da nobildonna che contraddistingue chiunque sia nato a Londra come lei.

Un bel progresso da quando da assessore presentava a New York il musical Pinocchio con Laura Rossi (quella del cono gelato luminoso) vicina al sindaco e promotrice dell’iniziativa. A giochi fatti si comprende quanto fu preveggente  il senatore Andrea Augello che l’ha piazzata su quella poltrona.

Eppure Alemanno l’aveva già fatta fuori dall’assessorato alle Politiche Sociali con il primo rimpasto della sua giunta. Ma Augello non aveva previsto che lo charme della vice sindaco avrebbe potuto far ombra a Gianni che di telegenico ha davvero molto poco nonostante tutta la sua buona volontà. Eppure il suo spin dottor Luigi Crespi “spigne, spigne” e non perde occasione per proporre il suo “prodotto/cliente sindaco” nei corridoi di mamma Rai. Si sa, oggi nel mondo della politica spettacolo il bel portamento conta ancora.

Fuori finalmente dalle volgarità berlusconiane (la “patonza” tanto per intenderci) riemerge il bisogno di bon ton, di stile (magari un po’-vintage) e di rassicurante presenza femminile. Sveva è conscia di ciò, e sta schiacciando così il sandaluto assessore De Palo, cui ha tolto la primazia sugli affari sociali per i quali il “penitente” era pure tanto versato. Certo, Sveva non spende la sua immagine invano anche se investe molto ineleganti abiti, per apparire. Bene ha fatto quindi a non rispondere alla nostra richiesta di intervista all’inizio di autunno dell’anno scorso.

Lo scritto non rende, non “buca”, nemmeno se corredato da qualche bella foto di repertorio. L’intervista deve esprimere concetti, parlare di fatti concreti, lanciare messaggi credibili. Insomma tutte quelle cose che non fanno audience. Lei “appare”, deve apparire  giusto per illuminare, colorire quel grigiore alemanniano, quel fumè da ventennio che ormai avviluppa la città da quasi quattro anni.

L’intendance suivrà, l’intendenza seguirà perché a quella ci pensa il direttore al sociale Scozzafava che è costretto a lavorare davvero fra le polverose carte e  grane di ogni genere. Lavoro duro confortato solo da qualche sorriso d’incoraggiamento dell’amico e segretario del sindaco Antonio Lucarelli. E Alemanno? Alemanno che pensa di tutto questo attivismo televisivo della bella Sveva? Con l’aria di elezioni che tira abbiamo il sospetto che Gianni tenterà di tarpargli le ali con una sorta di diktat: «Il video è mio e melo gestisco io».

                                                                                                                  gl

 

La "Bella Sveva" a New York ritratta in uno  scatto durante la presentazione del musical Pinocchio