Sicurezza, il Campidoglio scheda le “frutterie etniche”

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"Individuazione esercizi commerciali tipo frutterie etniche". È l’inquietante oggetto della circolare 1292, del 3 gennaio, riportata dal qiotidiano “La Repubblica”, destinata a tutti i capi dei diciannove gruppi della polizia municipale e scritta dal nuovo vicecomandante Antonio Di Maggio, cui il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha affidato la gestione delle emergenze legate alla sicurezza.

Si focalizza quindi sugli spacci aperti dagli extracomunitari l’allarme criminalità del Campidoglio: "L'ufficio del delegato del sindaco per le politiche della sicurezza ritiene fondamentale, ai fini della predisposizione di piani per il controllo del territorio, ricevere informazioni dettagliate, riguardanti i dati completi delle attività commerciali, gestite prevalentemente da persone originarie dei paesi del Nord Africa, che creano gravi disagi ai cittadini residenti negli edifici limitrofi alla loro ubicazione, occupando spazi pubblici abusivamente, creando rumori molesti, disagi al traffico e, cosa ancor più grave, utilizzando come manodopera cittadini stranieri che soggiornano illegalmente nel Paese".

Touadi (Pd): "Ritirare vergognosa circolare" – Durissimo l’intervento del deputato Pd ed ex-assessore capitolino alla Sicurezza, Jean-Leonard Touadi: «La vicenda delle cosiddette 'frutterie etniche', così come sono state definite nella goffa circolare del vicecomandante della Polizia di Roma Capitale, Antonio Di Maggio, è un’iniziativa inaccettabile sul piano culturale, politico ed amministrativo. Il sindaco ritiri immediatamente un provvedimento degno di periodi cari forse ad alcuni suoi sostenitori, ma che la città di Roma non vuole più rivivere». Per Touadi «Il comandante Antonio Di Maggio, già frustrato sceriffo alla periferia dell’impero, giunto nella stanza dei bottoni si è messo immediatamente ad assecondare con zelo gli ardori xenofobi della sicurezza selettiva adottata dal sindaco e del suo delegato Ciardi. Alemanno, sorta di Robin Hood al contrario, forte con i deboli e debole con i forti, prende un’iniziativa “ad etnia” contro commercianti che lavorano nei quartieri di periferia, mentre sale sulle barricate per difendere gli spazi pubblici occupati abusivamente dagli esercenti del centro storico. La città è stanca della legalità a corrente alternata e delle risposte facilone ed inefficaci sulla sicurezza. La politica dello stigma sociale, poi, non puo' e non deve avere diritto di cittadinanza a Roma».

Battaglia (Pd): da Alemanno vergognoso razzismo commerciale – Per il consigliere provinciale Pd Pino Battaglia « Dopo i lavavetri, i rom e i vari capri espiatori di Alemanno in questi anni sul tema sicurezza, ecco che il sindaco, esperto in pagliuzze e cieco sulle travi, individua una nuova presunta emergenza. Ora Alemanno se la prende con le frutterie etniche e si dà al 'razzismo commerciale’».

Ciardi: i riscontri smentiscono piagnistei della sinistra – Secca la replica di Giorgio Ciardi, delegato alla Sicurezza di Roma Capitale: «Di fronte a questa situazione di illegalità e di degrado, solo il buonismo di maniera e l'ipocrita logica del politicamente corretto può aver spinto alcuni esponenti della sinistra a parlare del tutto a sproposito di errore da parte dell'amministrazione capitolina. Al loro opposto, infatti, siamo fermamente convinti che non si possa restare passivi di fonte allo sfruttamento sistematico e reiterato della manodopera, in spregio a qualunque norma giuridica e umana; di fronte ai rischi altissimi per l'incolumità delle decine e decine di famiglie, sia romane che immigrate, che vivono in quegli stabili, attestati anche dai vigili del fuoco; senza menzionare poi la mancata tutela dei consumatori e la concorrenza sleale».

Forum Immigrazione Pd: «Circolare allarmante» – Ma il coordinatore del Forum Immigrazione del Pd Roma, Sergio Gaudio, non ci sta: «siamo d'accordo sui controlli, ma non comprendiamo per quali motivi, secondo la circolare, questi siano solo effettuati all'indirizzo delle “frutterie etniche”. Ci sembra un'azione priva di alcun senso, sbagliata, oltre ad essere culturalmente deviante, e che stabilisce un precedente pericoloso, che non possiamo che condannare. Chiediamo le scuse da parte della giunta capitolina e del sindaco ai cittadini immigrati e inoltre, il ritiro immediato della circolare, rispetto al quale prenderemo in considerazione tutte le azioni consentite, perché avvenga. Non è ammissibile che i principi della nostra Costituzione vengano violati in questo modo».

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