Un sindaco in cerca di consenso

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Pare proprio sfuggito ai commentatori di cose romane, ma è ormai evidente che Gianni Alemanno ormai aderisce a tutto. Privo di un progetto politico proprio, messo sotto scacco dalle correnti interne del Pdl che si stanno spartendo le ultime spoglie del potere capitolino a pochi mesi dalla campagna elettorale, venerdì scorso ha aderito, o meglio, dichiarato di aderire alla nuova iniziativa politica di Renata Polverini: Città Nuove.

La fondazione della presidente nasce dalle liste omonime presentate nel corso della recente tornata elettorale in numerosi comuni del Lazio anche in netta contrapposizione ai candidati ufficiali del Pdl. Un programma populista, aperto all'immigrazione e al mondo del lavoro che par strizzare l'occhio a sinistra prevedendo il dilagare di  un disagio sociale che la crisi economica aggraverà. Ma anche un tentativo di ricomposizione a destra che ha entusiasmato la platea del Tempio di Adriano gremita. Fatto che ha sicuramente spiazzato il sindaco di Roma che solo pochi mesi fa, dal Palazzo dei Congressi, aveva tentato di assumere il ruolo di leader della destra, di popolo e sociale, con la convention della sua di fondazione Nuova Italia. Fra una fondazione e l'altra è già evidente che a destra si pensa, con giusto anticipo, alle scadenza elettorale del 2013. Ma la mossa di Renata spiazza senza dubbio Gianni togliendoli anche una prospettiva sia a livello del Pdl nazionale sia a livello di quella galassia moderata che gli aveva garantito il successo nel 2008. E mentre crescono gli appetiti e le pretese della sua classe dirigente, scema la sua capacità di controllo e governo sugli ex Aennini. Il suo pugno di ferro non basta, la maggioranza si sfalda fra una defezione e l'altra in uno stillicidio del quale l'opposizione non approfitta per metterlo sotto in Consiglio Comunale. La stessa vicesindaco Sveva Belviso deborda ormai dal piccolo schermo un giorno si e l'altro pure sulla scorta di una strategia di immagine non certo concordata con il suo sindaco.

L'unico vantaggio di Alemanno è la sua inevitabile candidatura nel 2013, trascinata più dall'inerzia delle cose che dall'entusiasmo dei suoi. L'ultima ricerca del quotidiano economico Sole 24 Ore sul gradimento dei sindaci lo da infatti al 54%  con una lieve rimonta rispetto al 2010 ed in 44ma posizione. Se a questo risultato si aggiungono le illimitate risorse che i suoi centri di potere gli metteranno a disposizione, ben si comprende come la partita sia del tutto aperta.  Salvo l'incognita di una candidatura centrista del Terzo Polo che lo metterebbe a confronto con altri due candidati e non solo con il probabile Nicola Zingaretti.  Un accordo pre-elettorale al centro, con Gianfranco Fini fra i leader nel Terzo Polo se lo sogna e ancor meno speranze ha se il candidato centrista fosse quel Riccardi fondatore della comunità di Sant'Egidio del quale va circolando il nome negli ambienti politici romani. Una candidatura emblematica del rapporto ormai logorato fra il sindaco ed il 'mondo' cattolico. Chi credeva, anche a sinistra che i giochi potessero esaurirsi fra Alemanno e Zingaretti rischia di rimanere deluso. Intanto Renata guarda oltre, alle regionali di qui a tre anni, ma soprattutto alla possibile implosione del Pdl dalla quale tutto può nascere.

Giuliano Longo